Nel giugno 1992 l’Unione Europea approva la cosiddetta Convenzione sulla diversità biologica delle Nazioni Unite, firmata a Rio de Janeiro, ponendosi tre obiettivi, non poco ambiziosi:

  1. favorire la conservazione della biodiversità, o diversità biologica;
  2. diffondere un uso sostenibile delle componenti della diversità biologica;
  3. garantire una ripartizione equa dei vantaggi derivanti dallo sfruttamento delle risorse genetiche.

Si tratta di obiettivi complessi da raggiungere, soprattutto senza l’intervento e l’impegno di tutti i soggetti coinvolti, dai Governi alle Istituzioni, passando, ovviamente, per i cittadini.

Per questo motivo, l’UE con questa Convenzione ha chiesto ai governi di impegnarsi per collaborare con le altre realtà coinvolte e favorire lo sviluppo di politiche di sostegno della biodiversità.

A questo documento ha fatto seguito, nel 2006, un piano d’azione sulla biodiversità firmato dai 27 Paesi dell’UE, per contrastare la perdita di biodiversità entro il 2010, obiettivo, purtroppo, non ancora raggiunto.

piano d'azione Ue biodiversità

Ma che cos’è la biodiversità, e perché è così importante da proteggere?

Cerchiamo di approfondire l’argomento insieme.

Cos’è la biodiversità

Nel testo della Convenzione si può leggere una definizione di biodiversità molto accurata.

Con l’espressione biodiversità, altrimenti detta diversità biologica, si intende

“la variabilità degli organismi viventi di ogni origine, compresi inter alia gli ecosistemi terrestri, marini ed altri ecosistemi acquatici, ed i complessi ecologici di cui fanno parte; ciò include la diversità nell’ambito delle specie, e tra le specie dell’ecosistema.”

Cosa vuol dire?

In parole semplici, possiamo dire che la biodiversità è la ricchezza della vita sulla terra, che comprende non solo gli essere umani e animali, ma anche le altre forme di vita, dai vegetali ai microrganismi, compreso il materiale genetico.

Insomma, tutto ciò che esiste sulla terra e non è stato creato o modificato dall’uomo – ad esempio attraverso la biotecnologia – rientra nella biodiversità.

Inoltre, si tiene conto anche del modo in cui questa ricchezza è distribuita sul pianeta, delle interazioni tra varie componenti del sistema e dell’impatto che determinati comportamenti hanno su di essi.

Biodiversità: genetica, di specie, di ecosistema

Il testo della Convenzione sulla diversità biologica delle Nazioni Unite fa riferimento a una classificazione della biodiversità, che comprende:

  1. Biodiversità genetica: si riferisce alla differenza dei geni all’interno di una determinata specie;
  2. Biodiversità di specie: si riferisce, come si può intuire dal termine, alla ricchezza di specie presenti in una determinata zona e in una precisa quantità, alla loro abbondanza o rarità in un territorio;
  3. Biodiversità di ecosistema: si riferisce agli habitat esistenti sulla terra e agli ecosistemi che si sviluppano al suo interno favorendo la vita e l’evoluzione delle specie in essi presenti.

Perché è importante preservare la biodiversità

La biodiversità rappresenta un elemento centrale nello sviluppo di un’area, di un habitat o di un ecosistema, quindi anche di un territorio ben preciso.

Questo vuol dire che difendere la diversità biologica di un territorio consente di preservarlo, per garantire le condizioni necessarie allo sviluppo della vita in quell’area specifica.

Numerosi studi scientifici svolti nel corso del tempo, infatti, hanno dimostrato una correlazione tra la perdita di biodiversità e l’aumento di calamità naturali, come terremoti, inondazioni, tempeste tropicali.

Oltre a rappresentare un valore importante per l’ecosistema e l’ambiente, la biodiversità produce anche ciò che vengono chiamati “servizi ecosistemici”.

Vediamo insieme di cosa si tratta.

Biodiversità: cosa sono i servizi ecosistemici

La biodiversità offre agli esseri umani le risorse di cui ha bisogno per sviluppare l’economia, l’agricoltura, o più semplicemente per il fabbisogno nutritivo.

Queste risorse prendono il nome di servizi ecosistemici.

Entrando più nello specifico, gli scienziati hanno individuato diverse tipologie di servizi ecosistemici, tutte di vitale importanza per il benessere e la salute dell’uomo:

  • servizi di approvvigionamento: cibo, acqua, legname, ecc.;
  • servizi di regolazione: clima, precipitazioni, diffusione delle malattie;
  • servizi culturali: tutto ciò che riguarda la bellezza della natura, lo svago, il benessere spirituale, che fornisce all’uomo l’ispirazione;
  • servizi di supporto: formazione del suolo, fotosintesi, ciclo nutritivo alla base della crescita e della produzione.

Insomma, la biodiversità ci fornisce ciò di cui abbiamo bisogno per vivere e prosperare come esseri umani, eppure proprio l’uomo, e le attività umane, stanno distruggendo la biodiversità, alterando la capacità degli ecosistemi di fornire tutto questo.

Ne consegue, quindi, la necessità di un impegno da parte degli uomini di provare a invertire questa tendenza, proteggendo la biodiversità.

Biodiversità: la situazione italiana

L’Italia non fa eccezione, anzi, da diversi anni si trova ad affrontare un problema molto grave di perdita di biodiversità.

Per far fronte a questa situazione, anche se solo parzialmente, il Ministero dell’Ambiente ha preso parte al progetto Natura 2000, il principale strumento della politica dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità.

Come si legge sul sito del Ministero,

La rete Natura 2000 è costituita dai Siti di Interesse Comunitario (SIC), identificati dagli Stati Membri secondo quanto stabilito dalla Direttiva Habitat, che vengono successivamente designati quali Zone Speciali di Conservazione (ZSC), e comprende anche le Zone di Protezione Speciale (ZPS) istituite ai sensi della Direttiva 2009/147/CE “Uccelli” concernente la conservazione degli uccelli selvatici.

Questa, a oggi, la situazione relativa al numero di SIC, ZSC e ZPS in Italia.

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Conclusioni

Cambiamenti climatici, disastri naturali, aumento delle specie a rischio o in via d’estinzione, depauperamento delle risorse naturali, inquinamento atmosferico, inquinamento dei corsi d’acqua e delle falde acquifere, deforestazione, urbanizzazione massiccia, aumento della popolazione mondiale, rifiuti tossici, tutto questo sta minando in modo molto grave la biodiversità del mondo.

L’impegno di tutti, dai governi ai singoli esseri umani, deve essere rivolto in modo sempre maggiore alla conservazione e alla difesa del territorio, dei nostri ecosistemi naturali, affinché tutti si possa usufruire di ciò che la terra ci offre per vivere e prosperare.

In caso contrario, gli scenari saranno disastrosi.