Ogni azione dell’uomo ha degli effetti sull’ambiente, un impatto al quale spesso non prestiamo la giusta attenzione. Questo impatto viene misurato attraverso la cosiddetta impronta ecologica.

Si tratta di un tema molto complesso, che cercheremo di semplificare in questo articolo, senza essere superficiali e rischiare, così, di banalizzarlo.

Iniziamo subito dalla definizione di impronta ecologica.

Cos’è l’impronta ecologica

L’impronta ecologica è un indicatore che misura il consumo da parte degli esseri umani delle risorse naturali che produce la Terra, introdotto per la prima volta, come ci ricorda la pagina Wikipedia dedicata, da Mathis Wackernagel e William Rees nel loro libro “Our Ecological Footprint: Reducing Human Impact on the Earth”, pubblicato nel 1996

Nello specifico, l’impronta ecologica misura in ettari le aree biologiche produttive del pianeta Terra, compresi i mari, necessarie per rigenerare le risorse consumate dall’uomo.

In poche parole, l’impronta ecologica ci dice di quanti pianeta Terra abbiamo bisogno per conservare l’attuale consumo di risorse naturali.

Allo stato attuale, abbiamo bisogno di poco più di 1,7 “Pianeti Terra”.

impronta ecologica

Bisogna sottolineare che si tratta di una misurazione parziale, in quanto basata essenzialmente sulle emissioni di CO2, senza tenere conto di altri rifiuti, come le scorie radioattive ad esempio.

Come si calcola l’impronta ecologica

Si tratta di un calcolo matematico un po’ ostico per chi non è molto “portato” per la materia, quindi cercheremo di renderlo il più chiaro possibile.

L’impronta ecologica confronta le risorse naturali consumate da un singolo individuo all’interno dello spazio da esso occupato – tecnicamente la terra disponibile pro-capite, cioè il rapporto tra superficie totale e popolazione mondiale – calcolate in kg/ha, ovvero chilogrammi per ettari.

In poche parole, si calcola quanti kg di beni consuma un uomo all’interno di uno spazio delimitato per sapere di quanti ettari è necessario disporre per produrre queste risorse, ma anche per assorbire i rifiuti e le emissioni.

Cosa misura l’impronta ecologica

Abbiamo visto che l’impronta ecologica serve sostanzialmente a capire di quanto spazio ha bisogno l’uomo per vivere nel modo in cui vive, consumando quanto consuma e producendo i rifiuti che produce in un determinato momento.

Per calcolare l’impronta ecologica è necessario categorizzare i consumi, secondo la seguente classificazione:

  • Alimenti;
  • Abitazioni;
  • Trasporti;
  • Beni di consumo;
  • Servizi.

Inoltre, è importante capire come vengono prodotte le risorse naturali che noi consumiamo. Per farlo, anche qui abbiamo bisogno di una categorizzazione:

  • Territorio per energia;
  • Terreni agricoli;
  • Pascoli;
  • Foreste;
  • Superficie edificata;
  • Mare.

In effetti, se vogliamo mangiare una bistecca o un branzino, deve esserci un luogo deputato all’allevamento di bovini o alla pesca. Ognuna di queste azioni, ha un impatto sull’ambiente.

Come calcolare la tua impronta ecologica

A meno che tu non sia un matematico, calcolare l’impronta ecologica seguendo le formule adatte è davvero un’impresa ai limiti dell’impossibile.

La formula, in ogni caso, è la seguente:

impronta ecologica

Per fortuna, da qualche anno esistono alcuni tool gratuiti, come quello sviluppato dalla Global Footprint Network, un’associazione no profit americana.

Per calcolare la tua impronta ecologica, puoi andare su questo sito http://www.footprintcalculator.org/, effettuare la registrazione e rispondere alle domande, purtroppo solo in lingua inglese.

La stessa associazione ci propone anche una bella infografica, che riassume quanto detto fino ad ora.

impronta ecologica

Come ridurre l’impronta ecologica

Ridurre l’impronta ecologica non è affatto semplice, perché la popolazione mondiale cresce sempre di più, le tecnologie aumentano, i terreni coltivabili diminuiscono, ettari ed ettari di boschi vengono distrutti ogni anno, i mari sono sempre più inquinati e le temperature sono in aumento.

Insomma, non è proprio un bel quadro.

Secondo i dati rilasciati dal WWF, la biocapacità totale della Terra ammonta a 12 miliardi di Gha (ettaro globale) cioè di 1,8 procapite, mentre l’impronta ecologica dell’umanità supera i 18 miliardi (2,7 procapite).

impronta ecologica

Questo vuol dire che l’impronta ecologica dell’umanità ha superato la biocapacità della Terra di oltre il 50%, e con l’aumento della popolazione mondiale la situazione andrà sempre peggiorando se non invertiamo la tendenza.

La situazione italiana è la seguente.

impronta ecologica italia

Cosa possiamo fare, noi, per cercare di ridurre il problema?

Beh, possiamo ripensare il nostro sistema produttivo, e consumare in modo più critico e sostenibile, evitando di acquistare prodotti dei quali non abbiamo realmente bisogno, sfruttando sistemi di mobilità più intelligenti, evitare gli sprechi, fare una raccolta differenziata sempre più spinta.

In poche parole, dovremmo iniziare seriamente a prenderci cura della Terra, che non è nostra, è solo in prestito.

Per fare un esempio concreto, potremmo prendere ad esame solo l’impatto della nostra impronta ecologica legata al cibo, illustrata molto chiaramente in questa bella infografica.

impronta ecologica cibo

Se vuoi approfondire la questione, puoi accedere ai dati raccolti dal Global Footprint Network a questo indirizzo: http://data.footprintnetwork.org/