Secondo le stime del Ministero della Salute, 1 coppia su 5 ha difficoltà a procreare per vie naturali, il doppio rispetto a venti anni fa. Questi dati sembrano essere confermati dall’aumento del ricorso di donne e coppie a tecniche di procreazione medicalmente assistita.

La procreazione assistita, nel nostro Paese, è regolamentata dalla legge 19 febbraio del 2004, n.40, che non pochi dibattiti ha generato e continua a generare, spingendo ancora oggi moltissime coppie a recarsi all’estero, in particolare in Spagna, per accedere ai trattamenti.

Basti pensare, ad esempio, al Referendum abrogativo proposto dai Radicali, svolto il 12 e 13 giugno 2005, che non raggiunse, però, il quorum richiesto.

Alla base delle critiche mosse nei confronti della legge c’era il divieto di accesso alla fecondazione eterologa – dopo vedremo di cosa si tratta – il numero massimo di embrioni prodotti, il divieto di diagnosi pre-impianto e l’accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistite solo a “coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi”.

Negli anni successivi la Corte Costituzionale si è espressa più volte, dichiarando incostituzionali alcuni articoli e commi della legge 40.

Fatta questa doverosa premessa, e lungi da noi il voler dibattere su ciò che è giusto e ciò che non lo è, vediamo insieme in cosa consiste la procreazione medicalmente assistita.

Cos’è la Procreazione medicalmente assistita

La procreazione medicalmente assistita è l’insieme di tutti quei trattamenti per la fertilità, finalizzati a favorire il processo riproduttivo, laddove un membro della coppia, o entrambi, abbiano difficoltà a concepire in modo naturale.

Contrariamente a quello che si può pensare, l’infertilità non è un problema prevalentemente femminile, anzi, secondo i dati del Ministero è equamente distribuita tra uomini e donne, con il 40% a testa, mentre il restante 20% è da attribuirsi alla coppia.

Procreazione medicalmente assistita: quali sono le principali cause di infertilità

Le cause dell’aumento dell’infertilità sono molteplici, alcune di natura endogena, quindi legate a disturbi del nostro organismo, altre di natura esogena, quindi condizionate dall’esterno (ad esempio l’inquinamento atmosferico).

Vediamo le principali cause di infertilità, elencate dal Ministero della Salute:

  • aumento dell’età media delle donne che decidono (o ne hanno la possibilità) di avere un figlio;
  • dimezzamento, negli ultimi 50 anni, del numero di spermatozoi;
  • disturbi alimentari;
  • infezioni;
  • stili di vita scorretti;
  • disturbi ovulatori strutturali;
  • disturbi ovulatori;
  • ovaio policistico;
  • infezioni genitali;
  • fibromi e miomi;
  • endometriosi;
  • alcune malattie sessualmente trasmissibili;
  • criptorchidismo;
  • varicocele;
  • disturbi di erezione;
  • fumo;
  • abuso di alcool;
  • fattori ambientali.

Procreazione medicalmente assistita: fecondazione omologa ed eterologa

Prima di procedere con l’elenco, e relativa descrizione, delle tecniche di procreazione medicalmente assistita così come suddivise nel nostro Paese, è importante fare un attimo un accesso a due concetti molto importanti, al centro anche del dibattito pubblico in passato: fecondazione omologa e fecondazione eterologa.

Come accennato prima, la legge 40 prevede il divieto di accesso a tecniche di fecondazione eterologa, dichiarato però illegittimo con la sentenza del 9 aprile 2014.

Da allora, quindi, è legale anche in Italia.

Ma in cosa consistono la fecondazione omologa ed eterologa?

  • Fecondazione omologa: consiste nell’utilizzo del seme o dell’ovulo appartenenti ai componenti della coppia. In questo caso il patrimonio genetico del nascituro sarà quello dei suoi genitori;
  • Fecondazione eterologa: consiste nell’utilizzo del seme o dell’ovulo da un donatore esterno alla coppia.

Vediamo ora quali sono le tecniche di PMA previste dall’ordinamento giuridico italiano.

Procreazione medicalmente assistita: tecniche di I, II e III livello

Le tecniche di fecondazione assistita in Italia si suddividono in tre livelli, a seconda del grado di complessità.

Ecco quali sono.

Tecniche di primo livello

  • Inseminazione Intrauterina semplice con seme del partner: consiste nell’introduzione del seme maschile nella cavità uterina, seguendo la naturale ovulazione della donna, in modo da favorire l’incontro spontaneo dei due gameti. Questa tecnica può essere eseguita su ciclo spontaneo o tramite stimolazione farmacologica.

Tecniche di secondo e terzo livello

  • FIVET (fecondazione in vitro embrio transfer) o IVF (in vitro fertilization). Rientrano in questa tecnica diverse procedure, quali:
    • Stimolazione farmacologica dell’ovaio;
    • Prelievo chirurgico degli ovociti prodotti;
    • Inseminazione degli ovociti in laboratorio;
    • Fecondazione degli ovociti;
    • Sviluppo degli embrioni;
    • Trasferimento degli embrioni in utero.
  • ICSI (iniezione intracitoplasmatica di un singolo spermatozoo): Questa tecnica fu scoperta nel 1992 dal ricercatore italiano Giampiero Palermo, ed è finalizzata alla risoluzione dei problemi di infertilità maschile, ovvero quando il numero o la motilità degli spermatozoi risulta scarsa.

Entrambe le tecniche, la FIVET o IVF e la ICSI prevedono due tipi di applicazioni:

  1. cicli a fresco, che prevedono l’utilizzo di embrioni appena fecondati;
  2. cicli da scongelamento, che prevedono, invece, l’impiego di embrioni o ovociti precedentemente crioconservati.

Ormai poco utilizzata è la tecnica GIFT (gamete intrafallopian transfer) che prevede il trasferimento degli ovociti non fertilizzati e del liquido seminale direttamente nelle tube di Falloppio.

Rientrano nelle tecniche di II e III livello anche i prelievi testicolari, attraverso i quali prelevare spermatozoi in caso di azoospermia – assenza di spermatozoi nel liquido seminale maschile.

Procreazione medicalmente assistita: dati e statistiche

La procreazione medicalmente assistita è stata inserita all’interno dei nuovi Livelli essenziali di assistenza, ovvero le prestazioni garantite dal SSN.

All’interno della Relazione annuale sullo stato di attuazione della Legge 40/2004 in materia di Procreazione medicalmente assistita (PMA), il Ministero ha inserito alcuni dati utili a comprendere le dimensioni del fenomeno.

Li riportiamo di seguito per completezza d’informazione:

  • centri attivi: 366, di cui 114 pubblici, 24 privati convenzionati, 228 privati (164 di I livello e 202 di II e III livello); i centri attivi con accesso di almeno una coppia sono stati 314, di cui 131 di I livello e 183 di II e III livello;
  • coppie trattate: 74292;
  • cicli iniziati: 95110 (92.310 omologa + 2800 eterologa), di cui 36.670 nei centri pubblici, 23.595 nei privati convenzionati, 34.845 nei privati;
  • bambini nati vivi: 12836 (12.235 omologa + 601 eterologa), 2.6% del totale bambini nati nel 2015 (485.780 nati vivi, ISTAT)

Numeri importanti, che denotano l’esistenza di un problema di fertilità molto diffuso, che rende le tecniche di procreazione medicalmente assistita più importanti che mai.

A corredo di questi dati inseriamo di seguito anche questa bella infografica realizzata dal Ministero della Salute. 

procreazione medicalmente assistita

Procreazione medicalmente assistita per le donne iscritte al Fondo Fasda

Le donne iscritte al Fondo Fasda possono ricevere un rimborso per le spese extra-ospedaliere sostenute per procreazione medicalmente assistita.

La copertura è valida solo in caso di utilizzo di strutture sanitarie convenzionate da UniSalute per il Fondo FASDA ed effettuate da medici convenzionati – tramite liquidazione diretta – e in caso di utilizzo di strutture del Servizio Sanitario Nazionale – tramite rimborso del ticket.

Per maggiori informazioni, puoi consultare la sezione dedicata all’interno del nostro Piano sanitario, cliccando qui.