Recarsi da un medico per una visita specialistica è un’esperienza molto complessa da un punto di vista emotivo, soprattutto se si tratta di circostanze poco piacevoli.

In effetti, un conto è una visita ginecologica per confermare una gravidanza desiderata, un altro è un controllo da un oncologo.

Quando abbiamo bisogno di un medico, generalmente, ci affidiamo ai consigli e alle indicazioni di amici, parenti, del nostro medico curante, e il grado di soddisfazione varia a seconda dei casi.

Richiedere un secondo parere medico può aiutare il paziente ad avere un quadro della situazione più chiaro.

Vediamo insieme quando e perché richiedere un secondo parere medico.

Richiedere un secondo parere medico è un diritto del paziente

In passato il cittadino italiano medio era abituato a rivolgersi a un unico medico, quasi sempre legato in qualche modo alla propria vita personale o familiare, ma questa tendenza sta rapidamente svanendo.

Sempre più italiani, infatti, si affidano a un secondo parere medico, in particolare quando la diagnosi è complessa.

Un esempio molto eloquente è la diagnosi di un cancro, una notizia difficilissima da digerire e, soprattutto, un problema medico di non semplice o immediata soluzione.

Non esistendo un’unica via per trattare un cancro, o un’altra patologia di simile complessità, è importante rivolgersi a un secondo medico, come sottolinea anche l’AIRC in un contenuto presente sul sito ufficiale, che puoi consultare qui, intitolato proprio “Il secondo parere è un diritto del malato”.

“Poter contare su più di un’opinione è un diritto del paziente, non un lusso: è importante però scegliere con attenzione il referente, nulla a che vedere con il “giro delle sette Chiese”, ovvero la sorta di pellegrinaggio presso il maggior numero di medici possibili, indipendentemente dalla loro formazione.”

Quindi, cercare un secondo parere medico non deve tradursi in una sorta di via crucis, da interrompere non appena si riceve una diagnosi più favorevole rispetto alle precedenti.

Esperienza, competenza, affidabilità, empatia, contatto umano, sono tutte variabili da considerare in un medico prima di decidere se affidarsi o meno alle sue cure.

Quando richiedere un secondo parere medico

Chiedere un secondo parere, quindi, è un diritto del paziente, ma non sempre è necessario.

In alcuni casi, infatti, il proprio medico riesce a effettuare una corretta diagnosi, mettendo anche il paziente a proprio agio, ispirandogli fiducia e competenza.

Va detto, però, che in presenza di diagnosi complesse, anche laddove il proprio medico risultasse più che adeguato ad affrontare la sfida, chiedere un secondo consulto medico è consigliato.

Ma allora, quando conviene chiedere questo secondo parere?

  • In caso di diagnosi importanti ed interventi invasivi;
  • in caso di interventi chirurgici elettivi, come una isterectomia, una prostatectomia, una mastectomia, un’ernia discale;
  • quando si tratta di patologie mediche di carattere neurologico, come cerebrolesioni, neuropsichiatria infantile, e così via;
  • se si presentano condizioni gravi, con casi di intervento invasivo o menomante che possono avere una terapia medica sostitutiva;
  • in caso di patologie rare come casistica e incerte come prognosi, che non presentano, quindi, linee guida di intervento chiare e comprovate.

Certo, per ricevere maggiori informazioni e avere un quadro della situazione più chiaro, si può pensare di chiedere un secondo parere medico anche per questioni meno gravi o urgenti.

L’importante è procedere con l’obiettivo di individuare lo specialista più adatto e competente, e non quello che ci tranquillizza di più.

Perché richiedere un secondo parere medico

Come abbiamo visto in questo articolo, rivolgersi a un secondo medico per ricevere un parere, una diagnosi, può aiutarci a comprendere meglio la situazione e affrontarla in modo più consapevole.

Se volessimo fare una lista delle ragioni che dovrebbero spingere il paziente a richiedere un consulto aggiuntivo, potremmo annoverare le seguenti:

  1. individuare o confermare una diagnosi;
  2. porre delle domande specifiche a diversi medici, per valutare le risposte e confrontarle;
  3. superare la tendenza a rivolgersi e affidarsi al medico consigliato da amici e parenti, perché ritenere sufficiente il “mia zia si è rivolta al primario e ha risolto il problema” è un errore di valutazione molto grave. Ogni persona necessita di un percorso diagnostico e terapeutico dedicato;
  4. individuare il medico con una comprovata esperienza nel trattamento di quel problema specifico. La medicina è specializzazione, più si è competenti in una branca precisa, maggiori saranno le conoscenze della patologia;
  5. confrontare i rischi elencati dai vari medici interpellati, in modo da avere un quadro più completo.
  6. confrontarsi con i propri familiari, per un consiglio o una valutazione collettiva. Chiedere aiuto alle persone che amiamo è sempre la soluzione migliore;
  7. valutare anche l’aspetto umano. Un medico, oltre alle competenze tecniche specifiche, deve anche riuscire a trasmettere calore umano, e mettere a proprio agio il paziente.

Principali difficoltà nel richiedere un secondo parere

Anche se riconosciuto come un diritto del paziente, non sempre è possibile o semplice avvalersi di più consulti medici.

Le principali difficoltà che può incontrare un paziente nel richiedere un secondo parere sono le seguenti:

  • difficoltà economiche: rivolgersi a uno specialista privatamente ha dei costi, non sempre sostenibili dai pazienti;
  • difficoltà organizzative: capita che il luminare al quale si vorrebbe o dovrebbe chiedere un parere medico viva e operi in un’altra regione, e organizzare una trasferta non è sempre facile, soprattutto per le persone di una certa età;
  • difficoltà decisionali: a quali medici rivolgersi? Come si valuta un medico se non si hanno gli strumenti e le nozioni utili per farlo? Come si decide a quale affidarsi dopo aver sentito vari pareri?

Si tratta di difficoltà concrete, in alcuni casi insormontabili, da affrontare nei limiti delle proprie possibilità e capacità.

Farsi aiutare da un parente o un amico può ridurre leggermente questi disagi, rendendoli meno invalidanti.