Quante volte ti sarà capitato di trovare farmaci scaduti all’interno del mobiletto o della cassettina di pronto soccorso in cui li conservi, e di non sapere come comportarti?

Magari hai buttato le compresse nel sacchetto dell’organico, convinto (erroneamente!) che, essendo biodegradabili, andasse bene così.

Ma come si buttano i farmaci scaduti? Possono andare nella normale raccolta differenziata, o necessitano processi di smaltimento differenti?

Lo smaltimento dei farmaci scaduti richiede una procedura molto precisa, con linee guida e normative che lo regolamentano.

Cerchiamo di approfondire insieme questo tema.

Impatto ambientale dei farmaci scaduti

Il consumo di farmaci in Italia è enorme, pari a circa 21 miliardi di euro nel 2017, con il 42% del totale transitato direttamente in farmacia e non attraverso il comparto ospedaliero.

Secondo i dati pubblicati dal sito Truenumbers.it, in Italia si consumano fino a 1200 farmaci al giorno.

Si tratta di tonnellate di farmaci consumati ogni anno, che finiscono nell’ambiente tramite due vie principali:

  • le feci e le urine di chi le assume, uomo e/o animale;
  • lo smaltimento improprio dei farmaci inutilizzati o scaduti, attraverso, spesso, l’eliminazione nei servizi igienici.

Il risultato di queste due azioni è l’inquinamento delle falde acquifere e delle acque, al punto da raggiungere livelli di principi attivi farmacologici allarmanti.

Contrariamente a quello che si pensa, infatti, molti farmaci non si degradano facilmente; in alcuni casi possono, addirittura, continuare a vivere nell’ambiente per più di un anno.

A destare grossa preoccupazione è soprattutto la dispersione di sostanze antibiotiche e ormonali, che potrebbero:

  1. aumentare la resistenza dei batteri agli antimicrobici;
  2. interferire con i sistemi endocrini dell’uomo e degli animali;
  3. sviluppare allergie, soprattutto nei bambini e negli anziani.

Smaltimento di farmaci scaduti domestici

In un precedente articolo ti abbiamo illustrato il sistema di classificazione dei rifiuti, indicando i farmaci scaduti come rifiuti urbani pericolosi.

Ne consegue, che il loro smaltimento segue linee guida differenti rispetto alla normale raccolta differenziata.

Devono essere conferiti negli appositi cassonetti per la raccolta dei farmaci scaduti presenti nelle farmacie i seguenti elementi:

  • sciroppi;
  • pastiglie e compresse;
  • flaconi con residui di medicinale;
  • pomate
  • fiale per iniezioni;
  • disinfettanti;
  • siringhe, facendo attenzione a coprire l’ago con il suo cappuccio.

Puoi, invece, smaltire in casa, seguendo le regole della raccolta differenziata porta a porta del tuo comune, le confezioni dei farmaci, il foglietto illustrativo, il blister vuoto (ovvero la confezione tipica delle compresse e delle pasticche).

Classificazione e smaltimento dei rifiuti sanitari

Il 58% dei farmaci e dei prodotti sanitari consumati ogni anno in Italia sono relativi ad attività ospedaliere, ambulatoriali e assimilate.

In questo caso, non si parla più di rifiuti urbani pericolosi, ma di rifiuti sanitari, il cui smaltimento è regolamentato dal Decreto del Presidente della Repubblica del 15 luglio 2003, n. 254.

Si legge all’articolo I del testo:

I rifiuti sanitari devono essere gestiti in modo da diminuirne la pericolosità, da favorirne il  reimpiego, il riciclaggio e il recupero e da ottimizzarne la raccolta, il trasporto e lo smaltimento.

Rientrano nella categoria dei rifiuti sanitari disciplinati dal DPR n.254:

  • i rifiuti sanitari non pericolosi;
  • i rifiuti sanitari assimilati ai rifiuti urbani;
  • i rifiuti sanitari pericolosi non a rischio infettivo;
  • i rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo;
  • i  rifiuti  sanitari che  richiedono particolari modalità di smaltimento;
  • i  rifiuti  speciali,  prodotti al  di fuori delle strutture sanitarie, che come rischio risultano analoghi ai rifiuti pericolosi a rischio infettivo, con l’esclusione degli assorbenti igienici.

Per una loro classificazione precisa, si consiglia di consultare gli allegati I e II al DPR.