La terapia conservativa dentale rientra nella cosiddetta odontoiatria conservativa e si occupa di preservare la salute dei denti minacciati da carie.

Si tratta, come è facile intuire, di una branca dell’odontoiatria che ha un duplice obiettivo:

  • prevenire lo sviluppo di patologie che minano la salute orale, come ad esempio le carie;
  • curare le carie in modo precoce, prima, quindi, che possano peggiorare.

Proteggere la nostra salute dentale vuol dire non solo intervenire quando sopraggiungono i sintomi delle patologie varie – come nel caso della erosione dentale – ma effettuare controlli costanti e una “manutenzione ordinaria” per impedire danni gravi.

La terapia conservativa dentale va proprio in questa direzione, occupandosi in modo specifico delle patologie che colpiscono i tessuti duri del dente.

Approfondiamo insieme.

Terapia conservativa dentale: le carie

La carie dentale è una malattia infettiva e degenerativa – quindi con il passare del tempo tende a peggiorare – che colpisce i tessuti duri del dente, ovvero smalto e dentina, distruggendoli.

Essendo degenerativa, non lascia scampo: non si può ignorare né sottovalutare. Le carie vanno affrontate subito!

Cosa provoca le carie?

La carie è un’infezione di origine batterica, come scritto prima, ed è causata da un’alterazione dell’equilibrio tra la flora batterica presente nel cavo orale e le difese dell’organismo.

Volendo semplificare, potremmo dire che l’infezione interviene sul PH della saliva – che ha una funzione protettiva importante per i nostri denti – abbassandolo.

La loro natura batterica non deve farci pensare, erroneamente, che le carie non dipendano in alcun modo dalle nostre abitudini, dall’igiene dentale, dall’alimentazione, perché non è così.

Infatti, un’igiene orale inadeguata e il consumo di cibi acidi, grassi e/o ricchi di zuccheri raffinati, non fanno altro che creare le condizioni ideali per lo sviluppo di una carie e del loro repentino peggioramento.

Un’altra causa di formazione di carie è la presenza di un’arcata dentaria disarmonica, che facilita la formazione della placca cariogena.

Come si diagnostica una carie

Le carie sono fastidiose e quando se ne forma una difficilmente non ce ne accorgiamo.

In effetti, i sintomi sono abbastanza evidenti:

  1. mal di denti;
  2. sensibilità dei denti più elevata;
  3. dolore lieve ma acuto quando si mangia o beve qualcosa di dolce, caldo o freddo;
  4. presenza di fori visibili sui denti.

Una visita da un dentista può confermare la diagnosi, attraverso un’analisi visiva e, successivamente, un esame radiografico essenziale per individuare con precisione posizione e intensità della carie.

Terapia conservativa: in cosa consiste

Una volta diagnosticata la presenza di una o più carie, e valutata la situazione, si procede con la terapia conservativa.

In cosa consiste?

Il primo step consiste nella pulizia della cavità del dente colpito dalla carie e la successiva disinfezione.

Successivamente, si procede all’asportazione del tessuto malato, la cui quantità varia a seconda della condizione del dente.

Una volta ripulita per bene l’area interessata, si procede con la ricostruzione della parte del dente rimossa, tramite il processo della cosiddetta “otturazione dentale”, oppure tramite intarsi, piccole protesi in oro, composito o porcellana, che ricoprono la parte di dente persa e vengono cementate in bocca sul dente.

L’utilizzo di intarsi prevede la presa dell’impronta, la prova e la cementazione finale.

In questo modo, si ripristina il dente dal punto di vista morfologico, estetico e funzionale.

Conclusioni

Speriamo di aver chiarito in cosa consiste la terapia conservativa dentale e perché è importante non sottovalutare mai la formazione di carie sui denti.

Se sei un lavoratore iscritto al Fondo FASDA, ti ricordiamo che il Piano Sanitario prevede il pagamento delle spese per cure odontoiatriche, terapie conservative e prestazioni diagnostiche odontoiatriche diverse da protesi e ortodonzia.

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