Il Fondo FASDA nasce per affiancare il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) attraverso prestazioni integrative di assistenza sanitaria a favore dei lavoratori e delle lavoratrici del settore dei Servizi Ambientali.
All’interno delle tutele del Piano Sanitario, la gestione dei rimborsi rappresenta uno strumento centrale per alleggerire i costi sanitari sostenuti direttamente dalle persone iscritte, sia per le prestazioni erogate dal servizio pubblico, sia per quelle svolte privatamente al di fuori della rete delle strutture convenzionate.
Per garantire la corretta liquidazione delle pratiche ed evitare ritardi o richieste di integrazione documentale, è necessario seguire regole precise in merito ai canali telematici da utilizzare, alle scadenze di invio e alla validità dei documenti medici e fiscali.
Il rimborso dei ticket del Servizio Sanitario Nazionale
Questa tutela opera a condizioni particolarmente favorevoli:
- copertura totale: include i ticket per visite specialistiche, esami di laboratorio, indagini di alta diagnostica e accessi al Pronto Soccorso. Restano escluse soltanto le prestazioni con finalità puramente estetica;
- nessun tetto di spesa: a differenza di altre garanzie private, per il rimborso dei ticket SSN non è fissato alcun limite annuo di spesa;
- canale dedicato: la procedura di rimborso dei ticket si effettua esclusivamente online attraverso il sito del Fondo (Portale S.I.FASDA), accedendo all’Area Riservata e cliccando sulla voce nel menù in alto a destra “Portale Rimborsi”.

Dopo aver cliccato su “Conferma”, si accede al portale dedicato.

All’interno del box “Elenco Campagne Disponibili”, è sufficiente cliccare sulla prima voce “Nuova Richiesta per Rimborsi Ticket 2026” e seguire la procedura, inserendo i dati richiesti.
Rimborsi per prestazioni sanitarie fuori dalla rete convenzionata
Accanto al circuito pubblico e alle strutture private convenzionate, il Piano Sanitario prevede la possibilità di ottenere un rimborso anche quando si effettuano prestazioni presso specialisti o strutture private non convenzionate.
Le regole e i massimali variano in base alla tipologia di prestazione.
1. Visite specialistiche private fuori convenzione
Per le visite mediche specialistiche eseguite in regime privato fuori dalla rete convenzionata, il Fondo riconosce un rimborso fino a un massimo di 60,00 € per fattura (all’interno del massimale annuo di 1.200,00 € per persona previsto per le visite specialistiche).
Per questa prestazione sono previsti due vincoli tassativi:
- prescrizione antecedente: è obbligatorio disporre della ricetta elettronica (prescrizione dematerializzata con codice NRE) del medico curante, emessa con data antecedente al giorno in cui viene effettuata la visita;
- termine di presentazione: la richiesta di rimborso va caricata online accedendo alla propria Area Riservata del Portale S.I.FASDA nella sezione Rimborsi e successivamente Rimborsuale Visite Private, entro e non oltre il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui è stata emessa la fattura.

2. Domicilio in Provincia Scoperta
Qualora la persona iscritta abbia il proprio domicilio in una provincia del tutto priva di strutture convenzionate, il regolamento prevede tutele specifiche:
- per le visite specialistiche: le spese sostenute vengono rimborsate integralmente dal Fondo, a condizione di aver richiesto e ottenuto la preventiva autorizzazione prima dell’esecuzione della visita;

- per i ricoveri con intervento chirurgico: in caso di assenza di cliniche convenzionate UniSalute nella provincia di domicilio, le spese ospedaliere private sono rimborsate entro un plafond massimo di 12.000,00 € per intervento.
3. Altre prestazioni private fuori rete (Cure conservative odontoiatriche)
Per le cure dentarie conservative e terapie odontoiatriche eseguite fuori dalla rete convenzionata UniSalute, le spese sostenute vengono rimborsate nel limite annuo di 100,00 € a persona, con l’applicazione di un minimo non indennizzabile (franchigia) pari a 50,00 € per fattura.
I documenti indispensabili: prescrizione e fattura quietanzata
La maggior parte dei ritardi o delle pratiche respinte deriva dalla mancanza di requisiti formali nei documenti allegati. Per consentire la valutazione della pratica sono sempre richiesti due documenti cardine.
- la prescrizione medica con il quesito diagnostico: non è sufficiente presentare una richiesta medica generica recante diciture come “controllo periodico” o il semplice nome della visita. Il regolamento contrattuale richiede che la ricetta (rossa, bianca o dematerializzata con codice NRE) indichi espressamente la patologia presunta o accertata (il cosiddetto “quesito diagnostico”) che rende necessaria la prestazione. Questo elemento certifica la finalità curativa dell’atto medico;
- il documento di spesa con quietanziamento: la fattura o la ricevuta fiscale deve essere trasmessa in copia e deve recare la prova certa dell’avvenuto pagamento. Per quietanziamento si intende l’attestazione che il corrispettivo è stato saldato. Questa condizione può essere dimostrata tramite:
- timbro e firma con la dicitura “Pagato” apposti direttamente dal medico o dalla struttura sulla fattura;
- ricevuta del pagamento elettronico (scontrino POS con carta di debito/credito);
- ricevuta del bonifico bancario eseguito.
La Guida al Piano Sanitario stabilisce che i documenti di spesa vanno inviati in copia. Il Fondo si riserva in ogni caso la facoltà di richiedere gli originali per effettuare verifiche di veridicità.
Spese sanitarie rimborsate e dichiarazione dei redditi (Modello 730)
Un aspetto di grande rilievo per il lavoratore e la lavoratrice riguarda il trattamento fiscale delle spese sanitarie rimborsate, regolato dalle disposizioni del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) e dai chiarimenti ufficiali dell’Agenzia delle Entrate:
- spese rimborsate dal Fondo: le somme che il Fondo FASDA ha già rimborsato all’iscritto non possono essere portate in detrazione nella dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Redditi PF) con la detrazione Irpef del 19%. Questo principio evita una duplicazione del beneficio, dal momento che i contributi versati alla sanità integrativa sono già esclusi dalla formazione del reddito imponibile da lavoro fino al limite di legge (3.615,20 € annui);
- spese rimaste a carico (franchigie o quote eccedenti): tutte le spese che restano effettivamente a carico della persona iscritta (come la franchigia di 50 € per le cure odontoiatriche, la parte di costo della visita privata eccedente il tetto di 60 €, o i trattamenti non indennizzati) possono essere regolarmente detratte al 19%, a condizione che siano state pagate con strumenti tracciabili (carte, bancomat, bonifico).
Per ogni dubbio, si invita a consultare la sezione FAQ sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Dove e come presentare le domande: tabella riassuntiva
Per evitare errori nell’inoltro, lo schema seguente riassume i canali corretti in base al tipo di prestazione.
| Tipo di spesa | Portale o canale operativo | Termini e documenti chiave |
|---|---|---|
| Ticket SSN (visite, esami, pronto soccorso) | Portale S.I.FASDA (Portale Rimborsi) | Fattura/ricevuta ticket quietanzata + ricetta SSN con patologia. Nessun limite annuo di spesa. |
| Visite specialistiche private fuori rete | Portale S.I.FASDA (Portale Rimborsi / Visite Private) | Fattura quietanzata + ricetta elettronica antecedente. Max 60 € a visita. Scadenza invio: 31 marzo anno successivo. |
| Visite in Provincia Scoperta | Portale S.I.FASDA (Portale Rimborsi / Provincia Scoperta) | Preventiva autorizzazione di SiSalute. Fattura quietanzata + ricetta medica. |
| Cure odontoiatriche fuori rete | www.unisalute.it o App UniSalute | Fattura quietanzata con dettaglio prestazioni. Franchigia di 50 € a fattura; rimborso max 100 €/anno. |
| Ricoveri in ospedali SSN | www.unisalute.it o App UniSaluteo App UniSalute | Cartella clinica con SDO + fatture quietanzate (oppure richiesta dell’indennità da 200 €/notte se non si chiedono rimborsi). |
Domande frequenti (FAQ)
Per le visite specialistiche svolte privatamente fuori dalla rete convenzionata, la richiesta telematica deve essere inviata tramite il portale del Fondo entro e non oltre il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui è stata sostenuta la visita (ad esempio, per una visita svolta nel corso del 2025 o del 2026, la scadenza è fissata rispettivamente al 31 marzo 2026 o 2027).
Sì. Anche se per la procedura di rimborso online è sufficiente caricare la copia digitale dei documenti (scansione o fotografia nitida), la persona iscritta ha l’obbligo di conservare i documenti di spesa originali. Il Fondo FASDA e UniSalute hanno infatti la facoltà contrattuale di richiedere l’esibizione degli originali per controlli a campione o per la verifica di conformità.
Sì. La quota di spesa sanitaria che non viene rimborsata dal Fondo (ad esempio i costi oltre il massimale di 60 € per le visite private o le franchigie contrattuali) rimane a carico del lavoratore o della lavoratrice. Questa parte non coperta può essere regolarmente indicata nel Modello 730 per beneficiare della detrazione fiscale del 19%, purché il pagamento sia avvenuto con metodo tracciabile e si conservi l’estratto conto di liquidazione del Fondo che attesta l’importo effettivamente rimborsato.

