Cure e riabilitazione a casa: la copertura di ospedalizzazione domiciliare FASDA

da | Ott 22, 2026 | Medicina Generale, Sanità Integrativa

Il momento delle dimissioni dall’ospedale segna una tappa fondamentale nel percorso di guarigione, ma spesso non coincide con la completa ripresa dell’autonomia fisica. A seguito di interventi chirurgici complessi, traumi o eventi acuti, il rientro a casa richiede frequentemente la prosecuzione di trattamenti infermieristici, cicli di fisioterapia e terapie farmacologiche mirate.

Per garantire la continuità delle cure tra ospedale e territorio, il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) assicura percorsi pubblici di assistenza e dimissione protetta. 

A integrazione di questi servizi, il Piano Sanitario del Fondo FASDA mette a disposizione dei lavoratori e delle lavoratrici iscritti una specifica prestazione di ospedalizzazione domiciliare, con un massimale fino a € 10.000,00 all’anno per persona, della durata massima di 120 giorni dalla dimissione ospedaliera.

Dalla degenza al rientro a casa: l’importanza della continuità di cura

Quando una persona viene dimessa da un istituto di cura ma si trova ancora in condizioni di ridotta mobilità o fragilità clinica, il sistema sanitario attiva il percorso delle cosiddette dimissioni protette. 

Come evidenziato dai documenti del Ministero della Salute e dalle società scientifiche di gerontologia e medicina riabilitativa, il passaggio diretto dal letto di ospedale alla propria abitazione senza un adeguato supporto assistenziale aumenta il rischio di complicanze, cadute e nuovi ricoveri d’urgenza.

Il recupero assistito all’interno dell’ambiente domestico offre vantaggi clinici e personali concreti:

  • riduzione del rischio di infezioni: allontanarsi tempestivamente dai reparti ospedalieri riduce l’esposizione a microrganismi e batteri resistenti;
  • benessere psicologico e familiare: l’ambiente domestico favorisce il recupero delle proprie abitudini quotidiane e riduce il senso di disorientamento;
  • ripresa graduale dell’autonomia: svolgere gli esercizi di riabilitazione nei propri spazi di vita quotidiana (come salire le scale di casa o alzarsi dal proprio letto) accelera il ritorno all’indipendenza funzionale.

Quali cure servono a casa?

Nelle prime settimane successive a un ricovero ospedaliero, i bisogni della persona assistita variano a seconda dell’intervento o della malattia che ha causato la degenza. 

I protocolli clinici di continuità assistenziale prevedono comunemente tre tipologie di supporto professionale:

  1. prestazioni infermieristiche professionali: medicazioni avanzate di ferite chirurgiche o lesioni da decubito, rimozione di punti di sutura, somministrazione di farmaci per via endovenosa, gestione e controllo di cateteri, drenaggi o accessi vascolari;
  2. trattamenti riabilitativi e fisioterapici: cicli di fisiokinesiterapia e rieducazione motoria svolti direttamente a letto o nella stanza della persona assistita, fondamentali per riacquistare la deambulazione dopo interventi ortopedici, cardiochirurgici o neurologici;
  3. monitoraggio medico e farmacologico: visite periodiche di controllo per valutare l’efficacia dei farmaci prescritti alla dimissione, prevenire complicanze respiratorie o cardiovascolari e verificare il corretto decorso della convalescenza.

Il Servizio Sanitario Nazionale e l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI)

Il primo punto di riferimento per l’assistenza al termine del ricovero è sempre la sanità pubblica. Attraverso le ASL e i distretti socio-sanitari, il Servizio Sanitario Nazionale garantisce l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). 

Prima delle dimissioni, il reparto ospedaliero o il medico curante segnalano la persona non autosufficiente al distretto di competenza per avviare una valutazione multidimensionale e predisporre un piano di visite ed esami a carico del SSN.

Qualora per visite specialistiche, prelievi o esami svolti a domicilio tramite il servizio pubblico sia previsto il pagamento di un ticket sanitario, il Fondo FASDA rimborsa la spesa per intero (100% senza limiti annui), caricando la ricevuta nell’Area Riservata del sito www.fasda.it.

Per tutti i dettagli, si invita a consultare la nostra Guida ai rimborsi FASDA: istruzioni per una gestione corretta delle richieste.  

Cosa prevede la prestazione di ospedalizzazione domiciliare FASDA?

Per affiancare e rafforzare la rete pubblica di assistenza, il Fondo FASDA prevede una tutela economica e organizzativa mirata, descritta all’interno della Guida al Piano Sanitario.

La prestazione opera secondo regole e parametri specifici:

  • durata della copertura: la prestazione è attiva per un periodo massimo di 120 giorni consecutivi a partire dalla data effettiva di dimissione dall’istituto di cura;
  • condizione di accesso: l’ospedalizzazione a casa deve essere la conseguenza diretta di un ricovero indennizzabile dal Piano Sanitario (avvenuto successivamente alla data di entrata in vigore della copertura);
  • servizi inclusi: la copertura comprende l’assistenza medica, le prestazioni infermieristiche, i trattamenti riabilitativi e le terapie farmacologiche specificamente orientate al recupero della funzionalità fisica;
  • massimale disponibile: il budget annuo garantito per questa copertura ammonta a € 10.000,00 per persona.

Come si attiva il programma di assistenza domiciliare

Per accedere a questo servizio, le prestazioni devono essere erogate da strutture sanitarie e personale medico-infermieristico convenzionati da UniSalute per il Fondo FASDA.

L’iter operativo prevede i seguenti passaggi:

  1. prescrizioni alla dimissione: al termine del ricovero, la persona iscritta o i suoi familiari devono farsi rilasciare dall’équipe medica ospedaliera la documentazione con la prescrizione esplicita delle cure, delle terapie farmacologiche e dei trattamenti riabilitativi necessari al domicilio;
  2. contatto con la Centrale Operativa: occorre contattare tempestivamente la Centrale Operativa al numero 06 8295 8295 per segnalare la richiesta di attivazione dell’ospedalizzazione domiciliare;
  3. definizione del programma riabilitativo: UniSalute e il Fondo FASDA concordano con la persona assistita il programma medico e riabilitativo personalizzato, attuando fedelmente le disposizioni stabilite dai sanitari dell’ospedale;
  4. liquidazione diretta: il pagamento delle prestazioni autorizzate viene effettuato direttamente dal Fondo a favore delle strutture e del personale convenzionato, senza alcun anticipo di denaro o spesa a carico del lavoratore o della lavoratrice, fino al tetto massimo dei € 10.000,00 annui.

Per tutti i dettagli, si invita a consultare il sito web del Fondo.

Domande frequenti (FAQ)

1. Chi decide quali cure e quante sedute di riabilitazione fare a casa?

Il programma medico e riabilitativo domiciliare non viene stabilito in modo arbitrario: deve basarsi rigorosamente sulle indicazioni e sulle prescrizioni rilasciate dai medici dell’ospedale nella relazione di dimissione. Sulla scorta di queste prescrizioni, la Centrale Operativa concorda il piano di intervento con la persona iscritta, attivando i professionisti sanitari convenzionati.

2. I farmaci necessari dopo il ricovero rientrano nel massimale dei 10.000 euro?

Sì. La garanzia copre la componente farmacologica prescritta all’atto delle dimissioni finalizzata al recupero della funzionalità fisica, insieme all’assistenza medica, infermieristica e fisioterapica, sempre nel limite del massimale complessivo di €  10.000,00 per persona per annualità.

3. Cosa succede se le cure a casa si prolungano oltre i 120 giorni?

La copertura di ospedalizzazione domiciliare prevista dal Piano Sanitario cessa al compimento del 120° giorno successivo alla data di dimissione ospedaliera. Se al termine di questo periodo permangono limitazioni gravi dell’autonomia, è possibile verificare la sussistenza dei requisiti per attivare altre specifiche garanzie del Piano Sanitario, come la tutela per la Non Autosufficienza temporanea o i percorsi di assistenza domiciliare del Servizio Sanitario Nazionale.

4. È possibile farsi rimborsare un infermiere o un fisioterapista privato scelto liberamente fuori dalla rete convenzionata?

No. Il regolamento del Piano Sanitario stabilisce in modo esplicito che la garanzia di ospedalizzazione domiciliare opera esclusivamente se le prestazioni sono fornite da strutture sanitarie e da personale convenzionati con UniSalute per il Fondo FASDA. Non è prevista la modalità rimborsuale su libere fatture emesse da professionisti non convenzionati.

5. Se il ricovero originario è avvenuto in un ospedale pubblico, si ha comunque diritto a questa tutela?

Sì. È sufficiente che il ricovero ospedaliero sia stato determinato da una malattia o da un infortunio coperto dal Piano Sanitario. Le prescrizioni rilasciate dai medici della struttura pubblica alla dimissione sono valide per attivare la costruzione del programma di ospedalizzazione domiciliare in convenzione con il Fondo.

ATTENZIONE:
Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportati sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.