La salute dei denti è di primaria importanza, a qualunque età e, in particolare, nei bambini più piccoli

Questi ultimi, ad esempio, sono spesso soggetti a gengivite, una patologia facilmente diagnosticabile e di rapida risoluzione, a patto che non la si trascuri, ovviamente. 

Purtroppo, presentandosi inizialmente in modo lieve e con sintomi sopportabili, si tende molto spesso a sottovalutarne gli effetti sull’igiene orale e sulla salute della nostra bocca, provocando danni più gravi, come l’erosione dentale ad esempio.

Ma in cosa consiste la gengivite, come si riconosce e come si cura? 

Approfondiamo insieme. 

Cos’è la gengivite

Come accennato all’inizio dell’articolo, la gengivite è una patologia molto diffusa, di entità lieve, che può essere diagnosticata e trattata in modo alquanto agevole. 

Si tratta, tecnicamente, di una malattia di tipo infiammatorio, provocata dalla presenza di batteri, nello specifico di placca batterica, che si deposita sui denti e, se non trattata in modo adeguato, si indurisce e diventa tartaro

La placca batterica si presenta come uno strato soffice e bianco, che si posiziona tra i denti e le gengive. 

Come si riconosce la presenza della gengivite

Per capire se si è in presenza di gengivite, quindi di un’infiammazione, è necessario sapere quale aspetto hanno le gengive sane. 

Secondo quanto riportato dalla Società Italiana di Parodontologia, le gengive sane hanno le seguenti caratteristiche

  • hanno un colorito rosa e una consistenza duro-elastica;
  • non sanguinano allo spazzolamento;
  • formano archi regolari intorno ai denti.

In caso di infiammazione, quindi di gengivite, si possono individuare i seguenti segnali

  • gengive arrossate;  
  • gengive gonfie e dalla consistenza molle;  
  • sanguinamento anche in seguito a stimolazioni lievi o moderate, come lavare i denti;  
  • si avverte una sensazione di fastidio o di dolore;  
  • si avverte con frequenza un cattivo odore e/o un cattivo sapore. 

Cosa fare in caso di gengivite

Abbiamo spiegato che la gengivite è un’infiammazione di tipo batterico, provocata dalla formazione di placca batterica e, conseguentemente, di tartaro. 

Viene da sé che per trattare la patologia è necessario rimuovere la placca batterica e il tartaro, oppure prevenire la loro formazione. 

Quindi, si procede all’eliminazione della placca batterica, effettuando una pulizia dei denti approfondita presso uno studio dentistico. 

Per evitare che si formi nuovamente, è fondamentale lavare con cura i denti più volte al giorno, evitare il fumo di sigaretta, le bibite gassate, i cibi troppo dolci e quelli acidi. 

Inoltre, è consigliato l’utilizzo di un collutorio solo dietro indicazione specifica del dentista, perché un prodotto potrebbe non essere idoneo o adeguato allo scopo. 

Infine, la SIdP ci ricorda che, in caso di sanguinamento delle gengive durante lo spazzolamento dei denti, interrompere la pulizia è un errore da evitare. 

In effetti, se è vero che a provocare l’infiammazione, quindi il sanguinamento, è la presenza della placca batterica, non lavare i denti a a fondo a causa del dolore o della vista del sangue non fa altro che peggiorare la situazione, creando un circolo vizioso.