Le carie ai denti rappresentano una condizione molto diffusa, già in tenera età e si calcola che colpisca circa l’80% della popolazione adulta. 

Il termine carie ci fa subito pensare al consumo eccessivo di dolciumi e a una scarsa o inadeguata igiene orale, ma come vedremo non sono le uniche cause alla base di questa patologia. 

Approfondiamo insieme e cerchiamo di capire in cosa consistono le carie dentali, quali sono le principali cause, come si possono prevenire e in che modo vanno trattate

Cosa sono le carie dentali

Iniziamo dalla definizione fornita dal Ministero della Salute, che riportiamo di seguito:

“La carie è una malattia infettiva a carattere cronico-degenerativo ad eziologia multifattoriale. Colpisce circa l’80% della popolazione nei Paesi sviluppati e si forma per un iniziale processo di demineralizzazione dei tessuti duri dei denti (smalto, dentina), a causa della produzione acida della placca batterica presente sulle superfici dentarie.”

Cosa vuol dire? 

Le carie dentali hanno origine nella placca dentaria, una sostanza gelatinosa bianco-giallastro che ricopre i denti, soprattutto in conseguenza di una scarsa igiene. 

Questa placca è formata da batteri e da un composto di glicoproteine salivari e zuccheri ingeriti, ecco perché si tende a individuare come causa principale delle carie il consumo di cibi dolci. 

In realtà, a giocare un ruolo in questo senso sono i carboidrati in genere, non solo i dolciumi, quindi anche pane e pasta, per intenderci. 

Cosa succede? 

I batteri presenti nella placca trasformano gli zuccheri del cibo in acidi, i quali aggrediscono prima lo smalto del dente e, successivamente, la dentina, ovvero lo strato inferiore. 

Semplificando, la superficie del dente si può indebolire e, se non viene curata, la placca si trasforma in carie, una cavità che peggiorando buca letteralmente il dente, provocando dolore e disagi vari. 

Quali sono le cause delle carie

Abbiamo visto che la causa principale della comparsa di carie dentali consiste nella formazione di tartaro che, a sua volta, corrode il dente. 

Il tartaro è, senz’altro, l’agente scatenante, ma le cause che possono portare all’insorgere di carie sono essenzialmente 4

  1. formazione di placca, come già spiegato;
  2. lesioni da spazzolamento: movimenti sbagliati nell’igiene orale del paziente, uso di spazzolini dentali con setole in nylon troppo dure, uso di spazzolini con setole animali a punte non arrotondate, eccessiva pressione dello spazzolino;
  3. dieta ricca di carboidrati: abbiamo visto che la placca è composta anche dagli zuccheri che assumiamo con l’alimentazione, di conseguenza un eccesso di carboidrati ne favorisce l’aumento;
  4. fattori predisponenti: gravidanza, stati patologici debilitanti –  come ipotiroidismo, rachitismo, lues, tubercolosi, malnutrizione, alcolismo, tossicodipendenze – deficit salivare, deficit immunitari, malposizioni e malformazioni dentali, scarsa igiene.

Vediamo, ora, come prevenire la formazione delle carie ai denti. 

Carie ai denti: il ruolo della prevenzione

Abbiamo visto che le carie hanno origine nella formazione del tartaro, che a sua volta è frutto anche e soprattutto di comportamenti e stili di vita errati. 

Ne consegue che, fatta eccezione per alcune condizioni patologiche, la prevenzione delle carie ai denti sia quasi interamente da ricondurre ad alcuni correttivi da apportare al nostro modo di vivere

In particolare, si consiglia di: 

  • ridurre il consumo di carboidrati, che abbiamo visto favorire la formazione del tartaro, aumentando invece quello di frutta e verdura fresca;
  • ridurre il consumo di bevande zuccherate;
  • eseguire una corretta igiene orale, spazzolando i denti correttamente più volte al giorno, utilizzando uno spazzolino adeguato;
  • utilizzare, preferibilmente dietro indicazione di un dentista, collutori, fili interdentali, mini-scovolini, per una pulizia dei denti più approfondita e accurata;
  • rivolgersi, periodicamente, a un dentista per sottoporsi a controlli di routine e, 1-2 volte all’anno, a una pulizia dei denti, altrimenti detta ablazione del tartaro;
  • non assumere droghe (e non solo per la salute dei denti!). 

Un paragrafo a parte merita, invece, il ruolo del fluoro nella prevenzione delle carie ai denti. 

Qual è il ruolo del fluoro nella prevenzione delle carie

La salute dei denti non dipende solo dalla nostra accuratezza nell’igiene quotidiana, ma molto anche dalla fluoroprofilassi, ovvero la prevenzione della carie dentaria attraverso l’utilizzo del fluoruro.

Quest’ultimo favorisce la formazione di uno smalto più resistente all’attacco acido della placca, ma anche il progressivo abbassamento di produzione di acidi, con conseguente diminuzione della carica idrogenionica responsabile della demineralizzazione dello smalto

Infatti, lo smalto dentario, ovvero lo strato più esterno del dente, è formato per il 96% da minerali (tra cui il fluoro) e per il 4% da sostanze organiche e acqua. 

La parte minerale si dissolve causando la demineralizzazione del dente, formando delle cavità, quindi delle carie

Ecco perché, in una fase di prevenzione, si consiglia spesso l’impiego di prodotti a base di fluoro o integratori (solo e sempre su prescrizione medica), per rafforzare lo smalto dei denti e ridurre il rischio di carie. 

Questo non vuol dire, sia chiaro, che il fluoro sia la soluzione o la cura per il problema delle carie ai denti, perché ha solo un ruolo preventivo. 

Come si curano le carie ai denti

Per rispondere a queste domande, ci facciamo aiutare da un opuscolo informativo elaborato dalla AIC – Accademia Italiana di Odontoiatria Conservativa e Restaurativa, che trovi qui

Un dente cariato non guarisce da solo, è necessario quindi il ricorso a un dentista specializzato di odontoiatria conservativa e restaurativa, che potrà valutare le seguenti opzioni terapeutiche:

  • tecnica conservativa: consiste nella rimozione della carie e nella ricostruzione di ciò che è andato perso. La ricostruzione viene effettuata con otturazioni di resina composita, un materiale resistente ed esteticamente molto simile al colore del dente. Semplificando, si tratta proprio di andare a riempire il buco causato dalla carie;
  • intarsio: qualora la carie avesse aggredito gran parte del dente, l’otturazione non è più possibile e si procede con l’intarsio in resina composita o in ceramica;
  • faccette: nei denti anteriori (incisivi e canini), vengono eseguite le cosiddette faccette, che consistono in sottili lamine realizzate con la medesima resina usata per gli intarsi, che ripristinano situazioni esteticamente compromesse in seguito a carie o traumi. Si tratta, in pratica, di una sorta di copertura del dente, per dargli una forma e un colore più gradevole.

È importante non sottovalutare le carie ai denti, per evitare dolori anche intensi e problemi più gravi.