Durante la gravidanza è necessario sottoporsi a regolari visite e controlli medici, per tenerne sotto controllo l’evoluzione, come l’ecografia morfologica ad esempio. Uno dei parametri tra i più importanti da valutare è la presenza o meno di diabete gestazionale

In passato, in particolare negli anni ‘60, la mortalità fetale e neonatale nei figli di madre diabetica era pari a circa il 65%; a quel tempo, in effetti, si effettuavano molti meno controlli rispetto ad oggi, con conseguenze nefaste per la salute del bambino e della madre. 

Per fortuna, ormai il diabete gestazionale non viene più sottovalutato ed è al centro delle preoccupazioni dei ginecologi, dei diabetologi e delle future mamme. 

Ma cos’è il diabete gestazionale e quale ruolo ricopre una dieta equilibrata per contrastarlo o prevenirlo

Cos’è il diabete gestazionale

Il diabete gestazionale consiste nel diabete che si manifesta durante la gravidanza e che colpisce circa il 6-7% delle donne in dolce attesa. 

Si parla, invece, di diabete pre-gestazionale quando la condizione è precedente all’inizio della gravidanza. 

In genere, si risolve subito dopo il parto, ma non è da escludere, se non trattato adeguatamente, un aumento della possibilità per la madre, di sviluppare un diabete mellito di tipo 2 anche dopo un periodo molto lungo. 

In ogni caso, è una condizione da non sottovalutare perché può causare danni fetali, neonatali e complicanze durante la gestazione e il parto

Quali sono i principali fattori di rischio

Premesso che tutte le donne in gravidanza possono andare incontro a una diagnosi di diabete gestazionale, esistono dei fattori di rischio che aumentano la possibilità che questo accada. 

Vediamoli: 

  • indice di massa corporea (IMC) superiore a 30, che indica uno stato di obesità;
  • precedente gravidanza in cui il neonato pesava 4.5 kg o più alla nascita;
  • precedente gravidanza in cui era presente il diabete gestazionale
  • familiari con diabete;
  • appartenenza alle etnie sud asiatiche, cinesi, afro-caraibiche o mediorientali.

Quali sono i rischi del diabete gestazionale

Il diabete gestazionale, se non riconosciuto e trattato, può associarsi a un’elevata morbilità della madre, del feto e del neonato

I rischi per donna e bambino sono i seguenti

  • macrosomia fetale, ovvero un bambino che alla nascita pesa più di 4 Kg;
  • trauma ostetrico alla nascita per madre e neonato;
  • induzione del travaglio o parto con taglio cesareo;
  • transitoria morbilità del neonato, ad esempio problemi respiratori, alterazioni metaboliche;
  • ipoglicemia neonatale;
  • morte perinatale;
  • obesità e/o diabete che si sviluppano tardivamente nel bambino e poi nell’adulto.

A questi si aggiunge una delle complicanze più pericolose della gravidanza, la preeclampsia, altrimenti nota come gestosi; quest’ultima si manifesta in presenza di sintomi come pressione alta (ipertensione arteriosa) e presenza di proteine nelle urine (proteinuria). 

Il diabete gestazionale può provocare una gestosi, motivo in più per prevenirlo o tenerlo sotto controllo. 

Come si diagnostica il diabete gestazionale

Come accennato prima, bisogna fare una distinzione tra diabete gestazionale, che si manifesta quindi durante la gravidanza, e diabete pre-gestazionale, condizione che si presenta quando la donna soffre già di diabete mellito di tipo 2 prima di restare incinta. 

Fatta eccezione, quindi, per una condizione di diabete già ben nota e documentata, con conseguente terapia in atto, il diabete gestazionale in realtà non presenta quasi mai sintomi evidenti. 

Per questo motivo, si prescrive, intorno alle 24° e 28° settimana di gravidanza, un Test da carico orale di glucosio, comunemente noto come “Curva Glicemica”

Questo esame consiste nella somministrazione, alla donna in attesa, di una soluzione di glucosio contenente un carico di 75 gr di zucchero da bere. 

Viene effettuata una misurazione della glicemia a 0,60 e 120 minuti, in modo da verificare i livelli di glicemia nel sangue

Come si legge sul sito dell’Istituto di Ricerca sul Diabete (Diabetes Research Institute – DRI) dell’Ospedale San Raffaele, per la diagnosi di diabete gestazionale è sufficiente che almeno una glicemia sia uguale o superiore ai valori soglia:

  • 92 mg/dl a digiuno;
  • 180 mg/dl a 60 minuti;
  • 153 mg/dl a 120 minuti.

Come curare e/o prevenire il diabete gestazionale

In caso di diagnosi positiva, la donna in dolce attesa dovrà misurare più volte al giorno i livelli di glicemia, che dovranno essere entro livelli ottimali, ovvero:

  • < di 95 mg/dl, a digiuno o prima di pranzo e prima di cena;
  • <  meno di 120 mg/dl, due ore dopo colazione, pranzo o cena.

Curare il diabete gestazionale è possibile, attraverso una dieta equilibrata, redatta da un diabetologo specializzato, un’adeguata attività fisica – nei limiti del possibile, e sotto stretto controllo medico-ginecologico – e, in casi più complessi, la somministrazione di farmaci e di insulina. 

Dieta e attività fisica non hanno solo un’enorme efficacia nel trattamento del diabete gestazionale, ma è dimostrato il loro ruolo essenziale nella prevenzione. 

Dieta per donne con diabete gestazionale

Abbiamo detto che uno dei modi per curare, o meglio ancora prevenire, il diabete gestazione consiste nel seguire una dieta equilibrata, che da sola consente la risoluzione del problema in circa il 75% dei casi

Purtroppo, in parte per luoghi comuni difficili da scalfire – come l’idea secondo la quale una donna incinta debba “mangiare per due” – in parte a causa dello stravolgimento ormonale a cui la futura mamma è sottoposta, durante i 9 mesi di gravidanza si tende a mangiare in modo scorretto, spesso eccessivo e a mettere su più chili del necessario

Sia chiaro, in gravidanza non bisogna certo fare una dieta dimagrante, anzi, è importantissimo e fisiologico mettere peso, ma senza esagerare. 

In caso di diagnosi di diabete gestazionale o pre-gestazionale, però, è fondamentale porre una maggiore attenzione all’alimentazione

Quindi, per rispondere alla domanda “cosa mangiare in caso di diabete gestazionale”, è bene sottolineare che non si tratta di una dieta come la intendiamo di solito, ovvero un regime alimentare finalizzato alla perdita di peso, ma di linee guide per un’alimentazione sana ed equilibrata, con un’attenzione all’indice glicemico.

Ecco le indicazioni dell’Istituto di Ricerca sul Diabete sulla dieta da seguire in caso di diabete gestazionale:

  • 1600-2000 calorie giornaliere a seconda del peso pregravidico;
  • deve essere bilanciata (circa 50% in zuccheri, 30% di grassi e 20% di proteine) in modo da fornire al bimbo tutto quanto serva per il suo corretto accrescimento;
  • povera in zuccheri semplici, quindi zucchero bianco o di canna, miele, biscotti, pasticcini, marmellata, frutta molto dolce, cioccolato, dolciumi vari;
  • con zuccheri complessi (pane, pasta, riso, legumi, patate), suddivisi nell’arco della giornata nei tre pasti principali e in due spuntini a metà mattina e metà pomeriggio; 
  • ricca di verdure cotte o crude, che possono essere consumate a piacere con attenzione alla quantità di condimenti utilizzati.

In ogni caso, è necessario seguire le indicazioni del proprio ginecologo e del diabetologo.