Nei primi mesi di vita del neonato è importante effettuare una serie di controlli medici, clinici e diagnostici, oltre alle più note vaccinazioni. Uno di questi controlli consiste nella ecografia alle anche del neonato.

Si tratta di un esame utile per diagnosticare in tempo utile una eventuale Displasia Evolutiva dell’Anca, una delle patologie ortopediche più diffuse nei bambini molto piccoli, anche se parliamo comunque di un problema molto raro. L’incidenza nel Centro-Europa è del 2-4%, mentre in Italia è intorno all’1-3%.

Nel corso degli ultimi due decenni si è sviluppata una discussione relativa al modo migliore per prevenire e diagnosticare correttamente questa patologia, e sulla opportunità o meno di estendere lo screening a livello universale e non solo per soggetti a rischio.

Ma andiamo per gradi, e cerchiamo di capire perché effettuare una ecografia alle anche del neonato.

Cos’è la Displasia Evolutiva dell’Anca

La Displasia Evolutiva dell’Anca (o DCA) è una delle malformazioni congenite ortopediche più diffuse al mondo, e comprende un insieme di anomalie dell’anca e della testa femorale, come l’instabilità, la sublussazione, la lussazione e anomalie morfologiche dell’acetabolo.

In effetti, una posizione anatomica corretta della testa del femore è essenziale per lo sviluppo fisiologico dell’anca del bambino.

In caso di posizione scorretta, si può andare incontro a una sublussazione o lussazione della testa femorale.

Quest’ultima viene distinta in due categorie:  

  • lussazione teratologica: si manifesta in età prenatale ed è spesso associata a patologie congenite o sindromi malformative;
  • lussazione idiopatica: si manifesta in neonati sani e può presentarsi sia in epoca neonatale che postnatale.

La displasia evolutiva dell’anca, se non correttamente trattata o non individuata, può condurre a disturbi della deambulazione, ipotrofia muscolare e aumento del tasso di incidenza di lesioni degenerative a carico dell’anca e del ginocchio.

Ecco perché è fondamentale effettuare una diagnosi preventiva in epoca neonatale, in modo da poter, nel caso, intervenire prontamente.

Come si effettua la diagnosi? Vediamolo insieme.

Diagnosi displasia evolutiva dell’anca: manovra Ortolani-Barlow

Il primo esame dell’anca viene effettuato dal pediatra durante le visite periodiche di controllo, attraverso la cosiddetta manovra di Ortolani-Barlow.

Come si effettua?

Con il neonato in posizione supina, il pediatra mette le gambe ad angolo retto rispetto al bacino ed effettua una serie di movimenti precisi di flessione, abduzione e rotazione.

In caso di displasia evolutiva dell’anca la testa del femore risulterà non perfettamente alloggiata all’interno dell’acetabolo.

Anche se è ritenuta molto efficace, l’attendibilità della Manovra non è al 100%. Possono verificarsi dei falsi negativi o dei falsi positivi, e molto dipende dall’abilità del medico che la effettua.

Ecco perché si consiglia di effettuare una ecografia alle anche del neonato.

Diagnosi displasia evolutiva dell’anca: ecografia alle anche del neonato

L’ecografia alle anche del neonato è un esame innocuo, non invasivo e senza rischi per il neonato, che ha consentito di migliorare sensibilmente il livello di prevenzione della displasia evolutiva dell’anca e il relativo trattamento.

L’ecografia si è dimostrata, infatti, un accurato metodo di diagnosi nei primi mesi di vita, consentendo di evidenziare tutte le strutture anatomiche dell’anca del bambino.

In passato si eseguiva la radiografia alle anche, ma con il tempo è stata superata in quanto considerata tardiva. In effetti, non si può sottoporre un neonato a un simile esame prima dei 4 mesi di vita, oltre a essere invasivo e potenzialmente pericoloso.

Oggi la metodica ecografica più utilizzata in Italia è quella proposta da Graf, che ha consentito di individuare quattro principali tipi di anca e alcuni sottotipi a partire dal tipo I, che corrisponde ad un’anca normale, sino al tipo IV, ovvero un’anca lussata.

Quando effettuare l’ecografia alle anche del neonato?

L’ecografia alle anche del neonato va effettuata tra i 45 e i 60 giorni di vita. In Europa e negli Stati Uniti l’approccio a questo screening varia di Paese in Paese.

In alcuni, si procede con l’ecografia solo in caso di soggetti a rischio o di risultato positivo della Manovra Ortolani-Barlow; in altri, invece, si preferisce un approccio di screening universale.

In Italia non è un esame di routine, ma quasi tutti i pediatri tendono a prescriverlo e consigliarlo ai genitori, a titolo preventivo.

Conclusioni

Rispetto al passato, la diagnosi preventiva della displasia evolutiva delle anche ha permesso di ottenere risultati straordinari, consentendo il trattamento tempestivo della patologia.

Parlane con il tuo pediatra, e valuta insieme a lui come procedere.

Ti informiamo che il Fondo FASDA provvede al pagamento delle spese per interventi effettuati nel primo anno di vita del neonato per la correzione di malformazioni congenite, comprese le visite, gli accertamenti diagnostici pre e post intervento, nonché la retta di vitto e di pernottamento dell’accompagnatore nell’istituto di cura o in una struttura alberghiera per il periodo del ricovero.