Da febbraio 99 morti COVID su 100 non avevano completato il ciclo vaccinale

by | Aug 23, 2021 | Sanità Integrativa | 0 comments

L’aumento dei contagi registrato nelle ultime settimane ha prodotto una certa tensione nel mondo e in Italia, a causa soprattutto della diffusione della cosiddetta variante Delta, più contagiosa delle altre. 

Con la campagna vaccinale giunta ad un punto di lieve stallo, almeno per quanto riguarda le nuove somministrazioni di prime dosi, il governo italiano ha dovuto prendere alcune decisioni per garantire la difesa della salute dei cittadini

Detto questo, l’ISS ha pubblicato di recente i dati relativi a contagi, ospedalizzazioni e decessi, evidenziando un elemento importantissimo

Approfondiamo insieme. 

99 morti su 100 non avevano completato il ciclo vaccinale 

Sono classificati come vaccinati con ciclo completo tutti i decessi con una diagnosi confermata di infezione da virus SARS-CoV2 documentata dopo 14 giorni dal completamento del ciclo vaccinale, quindi 14 giorni dal completamento della seconda dose per i vaccini Pfizer-BioNtech, Moderna e AstraZeneca o 14 giorni dalla somministrazione dell’unica dose per il vaccino Janssen/Johnson&Johnson.

Dallo scorso 1 febbraio – scelta come data indice perché corrisponde alle cinque settimane necessarie per il completamento del ciclo vaccinale a partire dall’inizio della campagna – al 21 luglio 2021, il 99% dei morti da COVID-19 non avevano completato il ciclo vaccinale

“Quasi 99 deceduti per Covid su 100 dallo scorso febbraio non avevano terminato il ciclo vaccinale, e fra quelli che invece lo avevano completato si riscontra un’età media più alta e un numero medio di patologie pregresse maggiori rispetto alla media.”

Un dato molto positivo, che sottolinea l’importanza del completamento del ciclo vaccinale nei tempi e nei modi prescritti dalla comunità medica e scientifica. 

I morti per COVID-19 con ciclo vaccinale completato sono solo l’1,2%

Fino al 21 luglio sono 423 i decessi SARS-COV-2 positivi tra i vaccinati con ciclo vaccinale completo, su un totale di  22.129.193 di persone con ciclo completo.

Si tratta solo dell’1,2% di tutti i decessi SARS-COV-2 positivi avvenuti dallo scorso 1 febbraio (in totale 35.776 decessi). 

Rispetto alla totalità dei decessi per cui sono state analizzate le cartelle cliniche, nel campione dei deceduti con ciclo completo l’età media risulta decisamente elevata (88.6 vs. 80 anni).

Inoltre, in media i soggetti deceduti risultavano essere affetti da almeno 5 patologie, molto di più rispetto ai decessi della popolazione generale.

“I risultati qui presentati possono avere due possibili spiegazioni. In primis, i pazienti molto anziani e con numerose patologie possono avere una ridotta risposta immunitaria e pertanto essere suscettibili all’infezione da SARS-CoV-2 e alle sue complicanze pur essendo stati vaccinati. In secundis, questo risultato può essere spiegato dal fatto che è stata data priorità per la vaccinazione alle persone più anziane e vulnerabili e che quindi questa rappresenta la popolazione con maggiore prevalenza di vaccinazione a ciclo completo alla data in cui è stata eseguita questa valutazione.”

ATTENZIONE:
Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportati sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.

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