Papilloma Virus (HPV): sintomi, prevenzione e le tutele del Fondo FASDA

da | Apr 26, 2021 | Ginecologia, Sanità Integrativa | 0 commenti

Il Papilloma Virus Umano (noto con la sigla HPV, dall’inglese Human Papillomavirus) è la causa più diffusa di infezione a trasmissione sessuale nel mondo. 

Si stima che circa l’80% delle persone sessualmente attive entri in contatto con questo virus almeno una volta nella vita. Nella maggior parte dei casi l’organismo riesce a eliminare l’infezione spontaneamente senza sviluppare alcun disturbo, ma la presenza prolungata di alcuni ceppi specifici può provocare alterazioni cellulari e favorire l’insorgenza di neoplasie, in particolare il tumore del collo dell’utero.

La prevenzione si basa su due pilastri fondamentali garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN): la vaccinazione in giovane età e gli screening periodici (Pap test e HPV-DNA test). 

A integrazione della sanità pubblica, il Piano Sanitario del Fondo FASDA sostiene i lavoratori e le lavoratrici con tutele dedicate, rimborsando le spese per il vaccino anti-HPV e coprendo gli esami di prevenzione ginecologica.

Come si trasmette il Papilloma Virus

La trasmissione dell’HPV avviene prevalentemente per via sessuale, attraverso il contatto diretto tra la pelle o le mucose durante i rapporti.

È importante chiarire alcuni aspetti fondamentali sulle modalità di contagio:

  • interessa sia le donne che gli uomini: il virus non fa distinzioni di genere. Gli uomini possono contrarre e trasmettere il virus con la stessa facilità delle donne;
  • il ruolo del preservativo: l’uso del profilattico riduce significativamente la probabilità di contagio, ma non la azzera del tutto, poiché il virus può trovarsi anche su aree cutanee genitali non coperte dal dispositivo;
  • contagio da persone asintomatiche: la trasmissione avviene molto spesso a insaputa della persona infetta, dal momento che chi è portatore del virus generalmente non avverte alcun sintomo né presenta lesioni visibili;
  • trasmissione perinatale (molto rara): in casi eccezionali, il virus può essere trasmesso dalla madre al neonato durante il parto, potendo causare una rara patologia respiratoria delle corde vocali (papillomatosi respiratoria giovanile).

Sintomi e conseguenze: virus a basso e ad alto rischio

La famiglia dei papillomavirus comprende oltre 200 varianti (dette genotipi o ceppi). Dal punto di vista medico, questi virus vengono classificati in due grandi categorie: ceppi a basso e alto rischio oncogeno.

1. Ceppi a basso rischio oncogeno

Queste varianti (tra cui i tipi HPV 6 e HPV 11) non provocano tumori, ma possono causare la comparsa di verruche genitali chiamate condilomi acuminati. 

Si tratta di escrescenze della pelle o delle mucose nella zona anogenitale che, pur essendo benigne, richiedono cure dermatologiche o ginecologiche specifiche.

2. Ceppi ad alto rischio oncogeno

Circa 14 varianti virali sono classificate come cancerogene. Tra queste, i tipi HPV 16 e HPV 18 sono i più pericolosi e risultano responsabili da soli di circa il 70% dei casi di cancro del collo dell’utero (cervice uterina). 

Se l’organismo non riesce a eliminare il virus e l’infezione diventa cronica e persistente, le cellule possono subire modificazioni lente nel corso degli anni (spesso impiegando da 10 a 20 anni), trasformandosi prima in lesioni precancerose e infine in tumore. Oltre alla cervice uterina, i ceppi ad alto rischio possono causare tumori all’ano, alla vulva, alla vagina, al pene e al distretto orofaringeo (gola e tonsille).

Nel 60-90% dei casi il sistema immunitario sconfigge l’infezione entro uno o due anni dal contatto iniziale, senza alcuna conseguenza permanente. Il pericolo reale nasce quando il virus si stabilizza nei tessuti.

La diagnosi precoce: differenza tra Pap test e HPV-DNA test

Poiché l’infezione non manifesta sintomi evidenti, l’unico modo per individuare tempestivamente la presenza del virus o le alterazioni dei tessuti è partecipare ai programmi di screening:

  • Pap test: è un esame citologico. Il medico o l’ostetrica preleva con una spatolina e un tampone un piccolo campione di cellule dal collo dell’utero per analizzarle al microscopio. Serve a verificare se le cellule presentano già alterazioni sospette;
  • HPV-DNA test: è un esame molecolare che ricerca direttamente il materiale genetico del virus nelle cellule prelevate. Ha una sensibilità diagnostica molto più elevata nel rilevare l’infezione prima ancora che le cellule si modifichino.

Secondo il Ministero della Salute:

  • tra i 25 e i 29 anni è raccomandato il Pap test ogni 3 anni;
  • a partire dai 30 e fino ai 64 anni, l’esame di riferimento più efficace è l’HPV-DNA test da eseguire ogni 5 anni. Se il test risulta negativo, la donna è protetta per i successivi 5 anni; se risulta positivo, si esegue un Pap test di controllo e, qualora necessario, una colposcopia per esaminare da vicino la mucosa.

Il vaccino anti-HPV: la protezione più efficace

Il vaccino contro il Papilloma Virus rappresenta il primo vaccino sviluppato specificamente per prevenire diverse forme di cancro. Il vaccino attualmente impiegato (nonavalente) protegge contro 9 ceppi di HPV responsabili di circa il 90% dei tumori della cervice e della quasi totalità dei condilomi genitali.

Il Servizio Sanitario Nazionale garantisce la somministrazione gratuita del vaccino a tutti gli adolescenti (ragazze e ragazzi) al compimento dell’11° anno di età, momento in cui la risposta immunitaria è ottimale e l’efficacia è massima prima dell’inizio dell’attività sessuale. Molte Regioni estendono la gratuità o offrono tariffe agevolate anche a ragazze e ragazzi fino a 25-26 anni o a soggetti a rischio.

La vaccinazione mantiene una significativa utilità protettiva anche in età adulta e in chi ha già contratto in passato un singolo ceppo del virus, poiché protegge dalle altre varianti contenute nel vaccino.

Cosa prevede il Piano Sanitario di FASDA

In affiancamento alle campagne e alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale, il Fondo FASDA interviene a supporto delle lavoratrici e dei lavoratori con tre garanzie specifiche.

1. Rimborso del vaccino per HPV

Il Piano Sanitario prevede il rimborso delle spese sostenute per l’acquisto e la somministrazione del vaccino HPV fino a un importo massimo di € 30,00 per singolo vaccino.

  • Cosa serve: la prescrizione del medico curante e la copia della ricevuta fiscale o del ticket sanitario pagato;
  • Come richiederlo: la domanda di rimborso si inoltra online dall’Area Riservata del sito www.unisalute.it o tramite l’applicazione per smartphone di UniSalute.

2. Visite ginecologiche e Pap test nel Pacchetto Prevenzione

All’interno del pacchetto annuale di prevenzione, fruibile una volta all’anno in forma completamente gratuita presso le strutture private convenzionate UniSalute previa prenotazione, le lavoratrici iscritte che hanno compiuto 24 anni possono effettuare:

  • Visita ginecologica;
  • Pap test.

3. Rimborso integrale dei ticket SSN per visite e approfondimenti

Qualora la persona iscritta scelga di eseguire il Pap test, l’HPV-DNA test, visite specialistiche ginecologiche o esami di secondo livello (come la colposcopia) attraverso le strutture del Servizio Sanitario Nazionale, il Fondo FASDA rimborsa al 100% e senza alcun limite annuo di spesa tutti i ticket sanitari pagati. 

La richiesta di rimborso del ticket si carica online dall’Area Riservata su www.fasda.it allegando la ricetta medica e la ricevuta di pagamento.

Domande frequenti (FAQ)

1. L’infezione da Papilloma Virus guarisce da sola?

Sì, nella maggior parte delle persone (tra il 60% e il 90% dei casi) il sistema immunitario neutralizza ed elimina il virus in modo naturale entro uno o due anni dal contagio, senza lasciare strascichi. La pericolosità dell’infezione riguarda quella frazione di casi in cui il virus persiste per molti anni, determinando modificazioni cellulari silenti.

2. Il vaccino anti-HPV serve anche agli uomini adulti?

Sì. Sebbene la vaccinazione sia offerta prioritariamente nella pre-adolescenza, la somministrazione negli uomini adulti contribuisce a prevenire l’infezione da ceppi a rischio oncogeno (associati a tumori di ano, pene e cavo orale), protegge dalla comparsa dei condilomi genitali e riduce la trasmissione del virus all’interno della coppia.

3. Esistono farmaci specifici per eliminare il virus dall’organismo?

No, attualmente non esistono medicinali antivirali in grado di debellare direttamente l’infezione da HPV. I trattamenti medici e chirurgici disponibili servono a curare le conseguenze dell’infezione, ossia a rimuovere i condilomi visibili o ad asportare con piccoli interventi ambulatoriali le lesioni precancerose individuate sul collo dell’utero prima che possano evolvere.

4. Come si richiede al Fondo FASDA il rimborso per il vaccino HPV?

Per ottenere il rimborso previsto fino a 30,00 € a vaccino, è sufficiente conservare la fattura o la ricevuta del ticket e la prescrizione medica. I documenti vanno caricati in formato digitale all’interno dell’Area Riservata su www.unisalute.it o tramite l’app UniSalute, nella sezione dedicata ai rimborsi delle prestazioni sanitarie.

5. Gli esami del percorso di screening ginecologico del SSN sono rimborsati dal Fondo?

Sì. Nel caso in cui per eseguire il Pap test, l’HPV-DNA test o la colposcopia presso una struttura pubblica o accreditata SSN sia previsto il pagamento del ticket sanitario, il Fondo FASDA rimborsa la spesa per intero (100%). È sufficiente caricare la ricevuta di spesa e l’impegnativa del medico curante nell’Area Riservata del sito www.fasda.it.

6. È possibile richiedere il rimborso dell’HPV TEST?

Sì, è possibile richiedere il rimborso del test HPV nell’ambito della garanzia di prevenzione oncologica, fino a un massimo di 60 € per singola prestazione. Per presentare la richiesta è necessario allegare la prescrizione medica, con indicazione della patologia presunta o accertata, e la fattura relativa all’esame. La richiesta deve essere inoltrata tramite il Portale S.I.FASDA.

ATTENZIONE:
Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportati sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.