La gestione dei rifiuti porta con sé un problema di fondo, quello dei volumi di spazio necessari per lo stoccaggio degli stessi.

Un modo per contenere questa annosa e complessa questione è, come puoi immaginare, attivare una raccolta differenziata efficace e virtuosa, al fine di ridurre al minimo la frazione da destinare alla discarica, come previsto anche dalla direttiva sulle discariche 1999/31/CE.

Come i materiali riciclabili quali plastica, carta, vetro, alluminio, anche i rifiuti organici possono essere trasformati in qualcosa di valore.

Stiamo parlando, come avrai intuito, del compostaggio dei rifiuti.

La frazione di rifiuti destinata al compostaggio è una delle più inquinanti, una ragione in più per incentivare sistemi di raccolta differenziata, magari porta a porta, meglio strutturati, e favorire la trasformazione in compost, onde evitare il ricorso allo smaltimento in inceneritore o discarica.

Vediamo insieme in cosa consiste il compostaggio, cos’è il compost e quali utilizzi sono possibili.

Cos’è il compost

La frazione organica dei rifiuti urbani, quindi i residui di cibo, il fogliame, le piante, l’erba che falciamo, possono essere lavorati attraverso il processo di compostaggio, per dare vita al compost.

Cos’è il compost? Te lo spieghiamo subito.

Secondo Wikipedia, il compost è:

“il risultato della bio-ossidazione e dell’umificazione di un misto di materie organiche (come ad esempio residui di potatura, scarti di cucina, letame, liquame o i rifiuti del giardinaggio come foglie ed erba sfalciata) da parte di macro e microrganismi in condizioni particolari: presenza di ossigeno ed equilibrio tra gli elementi chimici della materia coinvolta nella trasformazione.”

Cosa significa?

Molto semplicemente, il compost è il materiale che deriva dal processo di compostaggio dei rifiuti organici. Si tratta di un materiale inodore stabile e simile all’humus – il terriccio che ricopre i boschi, caratterizzato da quel piacevole odore di terra, erba, funghi e muschio – ricco di materia organica, come anche di proteine e carboidrati.

Il compostaggio è, quindi, un processo biologico, controllato dall’uomo, con lo scopo di creare una sostanza ricca di proteine e sostanze nutrienti, da impiegare in vari modi.

Compostaggio dei rifiuti: l’impegno dei cittadini

Per ottenere un compost di buona qualità, da impiegare come vedremo più avanti nell’articolo, è necessario partire da una materia prima non contaminata.

Ciò è possibile solo con l’impegno dei cittadini nel separare a monte la frazione umida da quella secca indifferenziata. In effetti, il recupero della frazione biodegradabile da altri rifiuti è possibile, ma comporta uno sforzo enorme e produce un risultato di mediocre qualità.

Inoltre, è bene ricordare che è possibile effettuare anche il compostaggio domestico o all’interno di piccole comunità locali, attraverso l’impiego di un composter.

Questo produce due risultati degni di nota:

  1. ridurre l’inquinamento derivante dalla raccolta dei rifiuti da parte degli operatori ecologici e altri separatori di rifiuti;
  2. favorire l’utilizzo del compost all’interno della famiglia o della comunità che lo ha prodotto, ad esempio per concimare l’orto.

Compostaggio dei rifiuti: tipologie di compost

Il compost è il frutto, come abbiamo detto, della lavorazione aerobica e biologica dei rifiuti organici.

Si divide essenzialmente in due tipologie:

  1. Ammendante Compostato Verde (ACV): rientra in questa categoria il compost proveniente dal compostaggio di scarti vegetali. Molto utile per pratiche agricole e florovivaistiche;
  2. Ammendante Compostato Misto (ACM): rientra in quest’altra categoria il compost proveniente dal trattamenti di scarti vegetali miscelati ad altre biomasse di origine alimentare, zootecnica, da fanghi di depurazione, ecc. Viene impiegato principalmente in agricoltura, frutticoltura, viticoltura e orticoltura.

Compostaggio dei rifiuti: possibili utilizzi del compost

Il compostaggio ben fatto, generando compost di buona qualità, diventa utile e interessante anche da un punto di vista economico, essendo un prodotto molto richiesto sul mercato.

Secondo i dati disponibili, relativi al 2016, il compostaggio viene impiegato per il trattamento biologico dei rifiuti organici del 59,4% del totale, come emerge da questo grafico.

compostaggio

Una tale percentuale di compostaggio ha senso non solo per ragioni di carattere ambientale, ma anche commerciale.

Il compost prodotto in Italia, pari a circa 600.000 tonnellate annue, viene impiegato come fertilizzante nei seguenti settori:

  • miscelato con torbe e altro, il composto viene raccolto dall’industria dei fertilizzanti e venduto a giardinieri e amanti del giardinaggio tramite la GDO e i negozi specializzati;
  • venduto al dettaglio o all’ingrosso direttamente presso l’impianto, una soluzione molto comoda per chi risiede nei pressi dello stesso e può andare ad approvvigionarsi di un prodotto fresco senza passare per la distribuzione tradizionale;
  • utilizzo del compost in aziende agricole per ripristinare la fertilità delle colture;
  • all’interno di aziende agricole biologiche, in sostituzione di fertilizzanti chimici e di letame.

Conclusioni

Come vedi, il compostaggio dei rifiuti è un processo davvero essenziale per l’economia generale di un sistema di gestione integrata, oltre a rappresentare una opportunità commerciale.

Quando si dice che il rifiuto è una ricchezza, se lo si sa gestire, è proprio vero, ed il compost ne è un esempio lampante.