L’angioplastica coronarica è una procedura medica mini invasiva utilizzata per riaprire le arterie del cuore ostruite o ristrette, ripristinando il corretto flusso sanguigno ed evitando danni al muscolo cardiaco.
Per i lavoratori e le lavoratrici del settore dei Servizi Ambientali iscritti al Fondo FASDA, questa prestazione rientra nelle tutele del Piano Sanitario sia all’interno della garanzia per i ricoveri da intervento chirurgico, sia come evento riconosciuto dalla copertura per le “Malattie Gravi” (Critical Illness).
Che cos’è l’angioplastica coronarica e quando viene eseguita
Il cuore riceve ossigeno e nutrimento attraverso una rete di vasi sanguigni chiamati arterie coronarie. Nel corso degli anni, sulle pareti interne di questi vasi possono accumularsi depositi di grasso, colesterolo e calcio (detti placche aterosclerotiche). Con il tempo, le placche possono causare un restringimento del vaso (chiamato in medicina stenosi coronarica) o una sua occlusione completa.
Quando il sangue non riesce più a scorrere regolarmente, il cuore va in sofferenza. Questa situazione porta solitamente all’angioplastica in due circostanze diverse:
- come intervento programmato (concordato in anticipo): quando la persona soffre della cosiddetta angina pectoris, cioè avverte dolore o senso di oppressione al petto durante uno sforzo fisico o un forte stress; dopo visite ed esami specialistici, il medico fissa la data per eseguire l’intervento con calma;
- come intervento d’urgenza: quando si verifica un infarto miocardico acuto, l’arteria si chiude all’improvviso e l’operazione deve essere eseguita immediatamente in ospedale.
L’angioplastica coronarica (spesso indicata con la sigla PTCA o PCI) viene eseguita quando il restringimento del vaso è critico (in genere superiore all’80%, oppure tra il 40% e l’80% ma con una documentata riduzione del flusso di sangue al cuore).
Come si svolge la procedura e il ruolo dello stent
L’angioplastica non richiede l’apertura del torace e non è un intervento a cuore aperto. Si tratta di una tecnica percutanea che si svolge in sala di emodinamica con anestesia locale:
- accesso vascolare: il medico cardiologo punge un’arteria periferica, molto spesso l’arteria radiale al polso (scelta più frequente per minor rischio di sanguinamento e maggiore comodità di recupero) oppure l’arteria femorale all’inguine;
- navigazione con catetere: attraverso questo piccolo punto di accesso viene inserito un tubicino flessibile (catetere guida) che risale fino all’imbocco delle coronarie, sotto controllo radiologico;
- dilatazione con palloncino: raggiunto il punto ristretto, viene fatto avanzare un minuscolo palloncino che viene gonfiato a una pressione controllata. In questo modo la placca viene schiacciata contro la parete dell’arteria, riallargando il canale interno;
- impianto dello stent: per evitare che l’arteria torni a richiudersi subito dopo lo sgonfiaggio del palloncino, viene quasi sempre rilasciata una piccola retina metallica cilindrica ed espandibile, chiamata stent coronarico. Nella moderna pratica clinica si utilizzano prevalentemente stent medicati (DES), ricoperti da una sostanza che riduce fortemente il rischio di una nuova formazione di tessuto all’interno del vaso (restenosi).
L’intervento dura mediamente tra i 30 minuti e le 2 ore. La persona assistita rimane vigile durante la procedura. In assenza di complicazioni, la degenza ospedaliera è breve e dura solitamente tra le 24 e le 48 ore.
Il ricorso al Servizio Sanitario Nazionale:
In caso di utilizzo del Servizio Sanitario Nazionale o di strutture private accreditate dal SSN, il Fondo FASDA rimborsa integralmente tutti i ticket sanitari a carico dell’iscritto.
Per ottenere il rimborso da parte del Fondo FASDA, è necessario che l’iscritto alleghi la copia della fattura e la copia della richiesta del medico curante contenente la patologia presunta o accertata.
La procedura di richiesta rimborso deve essere effettuata dall’iscritto direttamente sul sito del Fondo FASDA www.fasda.it nella propria “Area Riservata/Portale rimborsi”.
In caso di utilizzo del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) l’indennità sostitutiva giornaliera di 200 euro: qualora per il ricovero tramite SSN la persona iscritta scelga di non richiedere alcun rimborso spese al Fondo, ha diritto a ricevere un’indennità sostitutiva di 200,00 € per ogni giorno di ricovero (calcolata per ogni notte trascorsa in ospedale), fino a un massimo di 150 giorni consecutivi. Questa somma viene corrisposta direttamente al lavoratore o alla lavoratrice per compensare i giorni di degenza.
La copertura in assistenza diretta presso le strutture convenzionate:
In alternativa all’ospedale pubblico, è possibile effettuare l’intervento programmato di angioplastica coronarica percutanea avvalendosi delle strutture sanitarie private accreditate nella rete convenzionata UniSalute per Fondo FASDA. In tal caso, le spese per le prestazioni erogate all’Iscritto vengono liquidate direttamente dal Fondo FASDA, per il tramite di UniSalute, alle strutture stesse, senza l’applicazione di importi a carico dell’Iscritto.
L’angioplastica coronarica con applicazione di stent è inserita nell’Elenco A – Interventi Chirurgici (sezione Chirurgia Cardiovascolare) del Piano Sanitario.
In regime convenzionato operano le seguenti tutele:
- pagamento diretto: le spese per l’équipe chirurgica, la sala operatoria, i materiali d’intervento (compresi gli stent), l’assistenza medica, le rette di degenza e le cure durante il ricovero vengono liquidate direttamente dal Fondo alla struttura, senza somme a carico della persona iscritta, entro il massimale annuo dell’area ricovero fissato a 120.000,00 € a persona;
- pre-ricovero e post-ricovero: sono coperti gli esami diagnostici e le visite specialistiche effettuati nei 100 giorni precedenti l’inizio del ricovero (in forma rimborsuale) e le prestazioni mediche, gli esami e i farmaci prescritti alla dimissione effettuati nei 100 giorni successivi alla fine della degenza;
- trasporto sanitario: è previsto il rimborso fino a un massimo di 2.000,00 € per ricovero per l’utilizzo dell’ambulanza o di unità coronarica mobile per il trasporto verso la struttura o il rientro a casa.
Per accedere alla rete convenzionata è obbligatorio richiedere la preventiva autorizzazione a UniSalute tramite il portale web www.unisalute.it o tramite l’applicazione mobile UniSalute.
L’erogazione delle prestazioni in strutture non convenzionate è ammessa unicamente nel caso in cui la persona iscritta sia domiciliata in una provincia priva di strutture convenzionate UniSalute, con un limite massimo rimborsabile di 12.000,00 € per intervento.
Si invita a consultare anche la guida Come richiedere il rimborso per vitto e alloggio dell’accompagnatore durante il ricovero.
L’indennizzo una tantum per “Critical Illness”
Il Piano Sanitario FASDA contiene una specifica sezione dedicata alle malattie e agli eventi gravi (denominata Critical Illness). All’interno di questa copertura, l’angioplastica coronarica è formalmente inclusa tra le condizioni che danno diritto a una prestazione economica forfettaria.
Il Fondo eroga un indennizzo una tantum pari a 500,00 € a fronte di interventi finalizzati alla correzione di stenosi o anomalie dei vasi coronarici.
Per l’attivazione di questa indennità sono previsti requisiti precisi:
- la persona iscritta deve trovarsi in vita dopo 30 giorni dalla data dell’intervento;
- la denuncia del sinistro deve essere inoltrata entro 60 giorni dalla data dell’operazione;
- è richiesta la produzione della cartella clinica ospedaliera completa e, requisito essenziale stabilito dal regolamento, della prova angiografica (la registrazione o il referto dettagliato dell’angiografia coronarica) a dimostrazione della necessità dell’intervento;
- la documentazione in copia va trasmessa a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno a: UniSalute S.p.A. – Servizi di Liquidazione, Via Larga 8, 40138 Bologna.
Per ricevere assistenza sulle procedure o verificare l’iter di una pratica, la Centrale Operativa del Fondo FASDA risponde dal lunedì al venerdì al numero 06 8295 8295.
Domande Frequenti (FAQ)
No. Se l’intervento viene eseguito tramite il Servizio Sanitario Nazionale, la procedura e lo stent sono a carico della sanità pubblica (e il Fondo FASDA rimborsa al 100% gli eventuali ticket sanitari). Se l’intervento viene effettuato in una clinica convenzionata con UniSalute, il costo dello stent e di tutti i materiali utilizzati in sala operatoria è già compreso nella copertura dell’intervento chirurgico, senza spese aggiuntive per la persona iscritta.
In caso di ricovero nel Servizio Sanitario Nazionale, il regolamento prevede due possibilità alternative tra loro:
1. Il rimborso delle spese sostenute: il Fondo FASDA rimborsa integralmente (al 100%) i ticket sanitari.
2. L’indennità sostitutiva di 200 euro a notte: qualora invece la persona iscritta non richieda alcun rimborso spese al Fondo per il ricovero o per le prestazioni ad esso collegate, ha diritto a ricevere una diaria forfettaria di 200,00 € per ciascuna notte trascorsa in ospedale (fino a un massimo di 150 giorni). In questo modo il lavoratore e la lavoratrice possono valutare liberamente quale delle due opzioni risulti più conveniente per la propria situazione.
Sì, l’angioplastica coronarica rientra tra gli interventi che danno diritto all’indennizzo forfettario di 500,00 € previsto dalla garanzia Critical Illness. Per riceverlo, la persona deve:
1. essere in vita dopo 30 giorni dalla data dell’operazione;
2. inviare la richiesta entro 60 giorni dall’intervento tramite raccomandata con ricevuta di ritorno a UniSalute (Ufficio Liquidazioni, Via Larga 8, 40138 Bologna);
3. allegare il modulo di attivazione, la cartella clinica dell’ospedale e il referto dell’esame angiografico (l’esame radiologico con liquido di contrasto che documenta il restringimento del vaso sanguigno).
Sì, con modalità diverse a seconda del canale scelto:
1. nel Servizio Sanitario Nazionale: il Fondo rimborsa sempre per intero (100%) il costo dei ticket pagati per visite ed esami diagnostici, caricando le ricevute nell’Area Riservata su www.fasda.it;
2. nelle strutture convenzionate UniSalute: la copertura per ricovero include il rimborso per gli accertamenti e le visite legati all’intervento eseguiti nei 100 giorni prima del ricovero, oltre a visite, esami e medicinali prescritti alla dimissione nei 100 giorni successivi all’uscita dall’ospedale.
Prima di entrare in clinica è obbligatorio ottenere l’autorizzazione preventiva. La richiesta va effettuata tramite i canali di Unisalute con almeno 48 h ore di anticipo.

