Quante volte hai letto o sentito parlare di colesterolo buono e cattivo, una suddivisione alquanto banale ma, per certi versi, molto chiara ed efficace.

Ma in cosa consiste questa differenza tra il colesterolo definito “buono” e quello “cattivo”? Come influisce tutto questo sulla nostra salute e, di conseguenza, sulla nostra alimentazione?

Sul tema c’è, in effetti, molta confusione e, spesso, una cattiva informazione.

Molte persone, ad esempio, credono che il colesterolo alto dipenda solo dai geni, che sia, quindi, ereditario, sottovalutando tutti gli altri fattori di rischio, di lunga più importanti.

Proprio a questo falso mito l’Istituto Superiore di Sanità ha dedicato un piccolo articolo, per chiarire la situazione. Lo trovi qui.

Nel nostro piccolo, vorremmo provare a fare un po’ di chiarezza, spiegando cosa vuol dire la distinzione tra colesterolo buono e cattivo.

Se l’argomento ti interessa, continua a leggere.

Cos’è il colesterolo

“Il colesterolo è un grasso (lipide), appartenente alla classe degli steroli, molto importante per il corpo umano; l’organismo, infatti, ne ha bisogno in quantità adeguate poiché è il costituente fondamentale delle membrane delle cellule e di alcuni ormoni; il colesterolo, inoltre, è importante per lo sviluppo e il funzionamento delle cellule del cervello.”

Prendiamo in prestito questa definizione dell’ISS perché riteniamo che sia molto puntuale, e perché mette subito in chiaro alcuni punti essenziali:

  • il colesterolo non è un nemico, ma una componente essenziale per la nostra sopravvivenza;
  • Il colesterolo è necessario per la formazione e lo sviluppo delle cellule.

Cosa vuol dire?

Che non dobbiamo trattare il colesterolo come una malattia, qualcosa da curare o sconfiggere. Si tratta, in effetti, di un grasso fondamentale per la nostra vita, prodotto in parte dal fegato e in parte introdotto con l’alimentazione.

Piuttosto, dobbiamo fare attenzione a mantenere livelli di colesterolo nel sangue entro certi limiti minimi e massimi, in modo da scongiurare problemi metabolici.

Un eccesso di colesterolo nel sangue può provocare grossi problemi alla nostra salute, anche letali, come gli ictus o gli infarti. Nel mondo un terzo degli infarti è attribuibile al colesterolo elevato che, ogni anno, si stima causi 2,6 milioni di decessi e 29,7 milioni di disabili.

Detto questo, vediamo la differenza tra colesterolo buono e cattivo.

Colesterolo buono e cattivo: HDL e LDL

Il livello di colesterolo nel sangue dipende, in parte, da fattori non modificabili, come l’età e il sesso, e da fattori modificabili, legati al nostro stile di vita (alimentazione, attività fisica, fumo, alcol).

Quando si effettuano degli esami per la misurazione del colesterolo, è necessario controllare non solo la colesterolemia totale, ma anche i livelli di colesterolo HDL e LDL.

Cosa sono?

  • LDL: sono lipoproteine a bassa densità, composte da grasso e da una piccola quantità di proteine; Il colesterolo LDL tende a depositarsi sulle pareti delle arterie, ostruendole. Per questo motivo viene comunemente chiamato “colesterolo cattivo”.
  • HDL: sono lipoproteine ad alta densità, composte da proteine più una piccola quantità di grasso. A differenza del LDL, il colesterolo HDL non si deposita nelle arterie, per questo viene chiamato “colesterolo buono”.

Per capire appieno queste definizioni, è fondamentale spiegare cosa sono le lipoproteine.

Abbiamo detto che il colesterolo è un grasso che circola nel sangue. Come tutti i grassi, non viene disciolto in una sostanza liquida (pensa all’olio versato nell’acqua) quale è il sangue.

Per trasportare quindi il colesterolo all’interno dell’organismo, è necessario l’intervento di un “mezzo di trasporto”. Ecco cosa sono e a cosa servono le lipoproteine, a trasportare il colesterolo nel sangue.

Colesterolo buone e cattivo: come comportarsi

Spiegata la differenza tra colesterolo buono e cattivo, si potrebbe erroneamente pensare che sia essenziale ridurre al minimo i livelli di LDL e al massimo quelli HDL.

Sbagliato!

Livelli “normali” – utilizziamo questo termine solo per praticità, anche se non è corretto, perché non esistono valori normali e anormali di per sé – di colesterolo LDL non sono infatti pericolosi per il nostro organismo, il problema riguarda solo un loro eccesso, e va comunque relazionato ai vari fattori di rischio.

Volendo semplificare il concetto, in realtà molto complesso, potremmo dire che per avere una colesterolemia “buona” è necessario introdurre, tramite l’alimentazione e lo stile di vita, meno colesterolo cattivo possibile, e favorire la produzione di colesterolo buono, scegliendo con cura i cibi da consumare e facendo attività fisica.

Una alimentazione sana e varia, una attività fisica regolare, la rinuncia al fumo ed un consumo ridotto di bevande alcoliche possono favorire livelli di colesterolo nel sangue entro i limiti consigliati, scongiurando tutti gli spiacevole effetti collaterali derivanti da un suo eccesso.

In alcuni casi, è necessaria anche una terapia farmacologica.

Come sempre, consigliamo di rivolgersi ad un medico specializzato in patologie cardiovascolari evitando qualunque soluzione fai da te.