Urea breath test: cos’è e come si esegue

by | May 31, 2021 | Sanità Integrativa | 0 comments

L’Urea breath test, in italiano test del respiro dell’urea, è un esame utilizzato per rilevare l’Helicobacter pylori (H. pylori), un tipo di batterio che può infettare lo stomaco, una delle principali cause di ulcere sia nello stomaco che nel duodeno.

Si tratta di un test molto semplice, non invasivo, solitamente prescritto dai gastroenterologi ai soggetti affetti da infezioni gastriche o da altri problemi al sistema digerente, per indagarne le cause e giungere ad una diagnosi più accurata. 

Come suggerisce il termine stesso, l’Urea Breath Test si basa sul respiro, quindi non prevede nessun prelievo ematico. È sufficiente, come vedremo, soffiare in una cannuccia

Approfondiamo insieme.

Cos’è l’Helicobacter pylori (H. pylori)

Come accennato all’inizio dell’articolo, l’Urea Breath Test ha lo scopo di individuare la presenza di un batterio, più precisamente l’Helicobacter pylori (H. pylori).

L’Helicobacter pylori (H. pylori) è un tipo di batterio capace di entrare nel nostro corpo e di vivere nel tratto digerente, senza provocare, inizialmente, nessun tipo di sintomo

Nel corso del tempo, però, questo batterio può causare piaghe, chiamate ulcere, nel rivestimento dello stomaco o nella parte superiore dell’intestino tenue. Nei casi più gravi, può addirittura provocare un cancro allo stomaco.

L’infezione da H. pylori è molto comune, colpisce circa due terzi della popolazione mondiale, ma nella maggior parte delle persone non causa ulcere o altri sintomi

Oggi, rispetto al passato, e in particolare nei Paesi sviluppati, l’accesso ad acqua pulita e servizi igienico-sanitari ha ridotto sensibilmente l’esposizione all’Helicobacter pylori (H. pylori).

A cosa serve l’Urea Breath Test

Per capire a cosa serve l’Urea Breath Test dobbiamo iniziare col dire che il batterio H. pylori, quando raggiunge lo stomaco, produce un enzima chiamato ureasi, che scompone l’urea in ammoniaca e anidride carbonica

In questa immagine elaborata dalla US National Library of MedicineNational Institutes of Health, si mostra quello che succede in presenza del batterio nel nostro organismo.

UREA BREATH TEST

L’urea è un composto chimico, rilasciato nel sangue, che svolge una funzione fondamentale per il nostro organismo. Infatti, essa è responsabile dell’eliminazione dall’organismo dei prodotti azotati del metabolismo tramite le urine.

Con l’Urea Breath Test, come vedremo tra poco, si identifica la presenza del batterio attraverso la misurazione dell’anidride carbonica emessa con il respiro

Come funziona l’Urea Breath Test?

Abbiamo visto che la presenza del batterio nel nostro apparato digerente comporta la produzione in eccesso di ureasi, con la conseguente alterazione dei livelli di anidride carbonica emessa espirando

Ecco perché, durante l’Urea Breath Test, viene somministrato per via orale al paziente una soluzione contenente urea – tecnicamente si tratta di urea marcata con un isotopo del carbonio (13C) – per poi misurare la quantità di anidride carbonica espirata. 

Cosa succede ingerendo questa sostanza? 

Come abbiamo visto prima, il batterio interagisce con l’urea naturalmente presente nel nostro corpo, producendo ureasi. Questa ureasi “aggredisce” l’urea, spezzandola in due, dividendo quindi l’ammoniaca e l’anidride carbonica che la compongono. 

L’anidride carbonica, a sua volta, viene assorbita dalle pareti gastriche, entra in circolo nel sangue ed emessa tramite il respiro

Quindi, con il test si riesce ad analizzare la quantità di anidride carbonica marcata con l’isotopo radioattivo 13C – che non è pericoloso per l’uomo – emessa con il respiro. 

Questo elemento richiede una piccola spiegazione. Allora, l’urea gastrica naturale è composta per il 99% da isotopo di carbonio 12C e per l’1% da isotopo di carbonio 13C. 

Durante il test si utilizza una urea arricchita al 99% con l’isotopo di carbonio 13C. 

Come si esegue l’Urea Breath Test

Stabilito che l’Urea Breath Test si basa sul respiro e non su un prelievo ematico, l’esame si svolge in questo modo

Viene chiesto al paziente di soffiare all’interno di una cannuccia collegata ad una provetta, ottenendo così il cosiddetto campione di riferimento. Dopodiché viene somministrata una soluzione contenente l’urea marcata con l’isotopo 13C, di circa 100 ml

Dopo 30 minuti il paziente dovrà soffiare nuovamente nella cannuccia, all’interno di una seconda provetta, che rappresenta il campione post dose

In genere, vengono prelevate anche due provette di riserva nelle fasi basale e post-dose.

Entrambi i campioni vengono inviati per l’analisi dell’isotopo dell’anidride carbonica mediante spettrometria di massa. 

Se i livelli di anidride carbonica marcata con l’isotopo 13C aumentano nel campione post dose, questo indica la presenza dell’Helicobacter pylori (H. pylori). 

Se la concentrazione di 13C post dose è di 3,5 parti per 1000 in più rispetto al campione di base, il test è considerato positivo per H pylori. Maggiore è il livello di 13C, maggiore è l’entità dell’infezione. 

Livelli di 30-40 parti per 1000 rispetto al risultato di base sono tipici delle infezioni da H. pylori.

La sensibilità di questo test è del 96%, e la specificità è del 100%.

Insomma, è molto accurato. 

Come prepararsi all’esame

Nonostante non si tratti di un esame complesso o invasivo, richiede un minimo di preparazione. O meglio, è necessario attenersi ad alcune linee guida alquanto semplici

Innanzitutto, il test va eseguito a digiuno – almeno 6 ore per gli adulti, almeno 3 ore per i bambini. Prima del test non bisogna bere caffè né fumare

Tra il campione di riferimento e quello post dose si deve attendere 30 minuti, durante i quali si deve continuare a restare a digiuno, evitando anche il fumo di sigaretta

In alcuni casi è consigliato interrompere l’assunzione di alcuni farmaci, ma sarà il gastroenterologo a valutare questo aspetto di volta in volta, a seconda delle condizioni in cui versa il paziente.

ATTENZIONE:
Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportati sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.

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