A cosa serve una artrografia e quando farla

da | Feb 21, 2022 | Sanità Integrativa | 0 commenti

In presenza di condizioni patologiche che riguardano le articolazioni e di dolore di cui si ignorano le cause, il medico potrebbe prescrivere una artrografia, una tecnica di imaging che prevede la somministrazione di un liquido di contrasto, al fine di ottenere immagini più nitide e precise, che in una semplice radiografia non si potrebbero avere.  

Semplificando, quindi, una artrografia è una sorta di radiografia con mezzo di contrasto, anche se può essere eseguita in diversi modi (come vedremo).

La presenza di questo liquido rende l’esame più complesso di una semplice radiografia, principalmente a causa delle possibili reazioni allergiche che esso può provocare, seppur in casi molto rari. 

Vediamo insieme cos’è e a cosa serve una artrografia, quando farla e come viene eseguita

Cos’è una artrografia

L’artrografia è un esame utilizzato nella valutazione e diagnosi delle condizioni articolari, di solito prescritto quando non è possibile individuare il problema con una normale radiografia. 

Può essere eseguita in due modalità:

  1. artrografia indiretta: è una tecnica in cui il materiale di contrasto viene iniettato nel flusso sanguigno e alla fine assorbito nell’articolazione;
  2. artrografia diretta: in questo caso il materiale di contrasto viene iniettato direttamente nell’articolazione da un radiologo.

In genere si tende a preferire questa seconda opzione, perché distende o allarga l’articolazione consentendo così una migliore visualizzazione delle piccole strutture interne. La valutazione, in ogni caso, spetta al radiologo. 

Come viene eseguita l’artrografia

Esistono tre diverse modalità di esecuzione dell’artrografia diretta, impiegando strumenti differenti. 

Nello specifico, si può optare per: 

  1. fluoroscopia;
  2. risonanza magnetica (MRI);
  3. tomografia computerizzata (TAC).

Approfondiamo insieme queste tre opzioni disponibili. 

Artrografia con fluoroscopia

La modalità più diffusa di artrografia diretta prevede l’impiego di una forma speciale di raggi X chiamata fluoroscopia, che consente di guidare e valutare l’iniezione di materiale di contrasto di iodio direttamente nell’articolazione. 

La fluoroscopia consente di vedere ossa, articolazioni e organi interni in tempo reale anziché in un unico momento, un po’ come accade con le ecografie. Si parla, in questo caso, di procedura radiografica continua.

Quando il mezzo di contrasto di iodio viene iniettato nell’articolazione, riempie l’intera articolazione che diventa chiaramente visibile durante la fluoroscopia, consentendo al radiologo di valutare l’anatomia e la funzione dell’articolazione. 

Sebbene l’iniezione sia tipicamente monitorata mediante fluoroscopia, l’esame prevede anche l’esecuzione di radiografie per la documentazione ed il referto.

Artrografia con risonanza magnetica (MRI)

Uno dei due metodi alternativi alla fluoroscopia per eseguire una artrografia consiste nell’utilizzo della risonanza magnetica (MRI)

Come nella fluoroscopia, l’artrografia diretta con risonanza magnetica prevede l’iniezione del materiale di contrasto nell’articolazione, che in questo caso però è differente da quello utilizzato per i raggi X. Esso contiene gadolinio, una sostanza in grado di influenzare il campo magnetico locale all’interno dell’articolazione e apparire così nelle immagini della risonanza. 

Quindi, il liquido di contrasto delinea le strutture all’interno dell’articolazione, come cartilagine, legamenti e ossa, e consente al radiologo di valutarle dopo aver prodotto le immagini.

La risonanza magnetica utilizza un potente campo magnetico, impulsi a radiofrequenza e un computer per produrre immagini dettagliate di organi, tessuti molli, ossa e praticamente tutte le altre strutture interne del corpo, e non impiega radiazioni ionizzanti (raggi X).

Artrografia con TAC

L’artrografia diretta con TAC utilizza lo stesso tipo di materiale di contrasto dell’artrografia diretta convenzionale e può essere integrata con aria per produrre un artrogramma TAC a doppio contrasto

La TAC rende le immagini della sezione trasversale elaborate da un computer utilizzando i raggi X.

Quando sottoporsi ad una artrografia

Questo esame consente ai medici di valutare le alterazioni della struttura e della funzione di un’articolazione e aiuta a determinare la possibile necessità di trattamento, tra cui l’artroscopia, la chirurgia a cielo aperto o la sostituzione dell’articolazione. 

Com’è facile intuire, si esegue per monitorare lo stato in cui versano le articolazioni, quindi spalla, gomito, polso, anca, ginocchio, caviglia

Le motivazioni che spingono il medico a prescrivere questo esame sono molteplici, ma in genere lo si raccomanda quando c’è dolore, disagio, perdita di movimento o cambiamenti nel modo in cui l’articolazione funziona in modo persistente e inspiegabile. 

Altri motivi per fare questo esame possono includere:

  • individuare problemi come lacrime nei tessuti molli dell’articolazione. Questi tessuti includono legamenti, tendini, cartilagine e capsule articolari;
  • verificare la presenza di danni da ripetute lussazioni dell’articolazione; 
  • controllare le articolazioni protesiche;
  • cercare problemi sinoviali o cartilaginei;
  • cercare un percorso anormale chiamato tratto sinusale che può formarsi dopo l’infezione;
  • cercare corpi sciolti.

Sarà il medico a spiegare le ragioni che lo hanno spinto a prescrivere l’esame al paziente. 

Come prepararsi all’esame

Sottoporsi ad una artrografia non richiede una particolare preparazione, almeno in termini di digiuno o di sospensione di determinati farmaci, a patto che non si debba ricevere un sedativo prima del test, per le ragioni che spiegheremo tra un attimo. 

Detto questo, ogni esame che coinvolge l’impiego di un mezzo di contrasto deve essere preceduto da un colloquio con il medico per metterlo a conoscenza della propria anamnesi ed allergie

È di fondamentale importanza informare il medico di eventuali farmaci che si stanno assumendo, se si hanno problemi ai reni o allergie, in particolare ai mezzi di contrasto iodati o a base di gadolinio (quest’ultimo presenta minori rischi di effetti avversi rispetto a quello a base di iodio), e di malattie recenti o altre condizioni mediche.

Se ci si appresta ad eseguire una artrografia con risonanza magnetica, è necessario rimuovere oggetti metallici che potrebbero interferire con la strumentazione, come: 

  • gioielli, orologi, carte di credito e apparecchi acustici, che possono essere tutti danneggiati;
  • spille, forcine per capelli, cerniere metalliche e oggetti metallici simili, che possono distorcere le immagini MRI;
  • lavoro odontoiatrico rimovibile;
  • penne, coltellini e occhiali;
  • piercing;
  • telefoni cellulari, orologi elettronici e dispositivi di localizzazione.

I soggetti che hanno protesi metalliche devono comunicarlo, in modo che si possa verificare se è possibile eseguire il test in sicurezza oppure no. Lo stesso vale per parti metalliche derivanti da interventi chirurgici, oppure schegge presenti nel corpo in seguito ad un incidente

Le donne incinta devono informare il medico, perché in genere si tende ad evitare questo tipo di esame che potrebbe mettere a rischio la salute del bambino. 

I pazienti che soffrono di claustrofobia possono chiedere la somministrazione di un sedativo per consentirgli di sottoporsi ad una risonanza magnetica o una TAC. In questi casi, potrebbe essere consigliato il digiuno nelle ore che precedono l’esame.   

Dopo l’esame il medico fornirà tutte le istruzioni necessarie, consigliando riposo e invitando a segnalare qualsiasi anomalia, ad esempio febbre, arrossamento, gonfiore, sanguinamento o altro drenaggio dal sito di iniezione, aumento del dolore intorno al sito di iniezione. 

ATTENZIONE:
Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportati sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.

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