Un recente studio, pubblicato il 13 giugno sulla rivista internazionale Molecules, ha messo in evidenza una relazione tra la caffeina e il melanoma, una delle forme più aggressive di cancro della pelle

Più precisamente, i ricercatori dell’ISS, che hanno condotto lo studio in collaborazione con due IRCCS (l’IDI di Roma e il Neuromed di Pozzilli) e due università italiane (l’Università di Ferrara e l’Università di Roma “Tor Vergata”), hanno esaminato il ruolo della caffeina nel favorire una maggiore protezione contro questo tumore

Vediamo insieme cosa emerge dallo studio

I benefici del caffè

I benefici del caffè sul nostro organismo sono numerosi, e sono stati ampiamente studiati nel corso del tempo. 

Come si legge nell’introduzione dello studio, 

“Un ampio corpus di prove indica una correlazione positiva tra il consumo abituale di caffè e il rischio ridotto di diverse malattie tra cui il diabete di tipo 2 e le malattie neurologiche, neurodegenerative e cardiovascolari. Inoltre, diversi studi hanno dimostrato che l’aumento del consumo di caffè è associato a una diminuzione della mortalità per diversi tipi di cancro tra cui melanoma, colon-retto, prostata, polmone, fegato e cancro al seno.”

Gli effetti benefici del caffè sulle malattie umane sono, quindi, ben documentati, ma i meccanismi molecolari dei suoi composti bioattivi sul cancro non sono stati completamente chiariti, a causa anche delle molteplici modalità di utilizzo e preparazione di questo prodotto. 

Lo scopo dello studio è quello di indagare gli effetti di uno dei composti bioattivi più interessanti nel caffè, ovvero la caffeina che, come sappiamo, è una molecola presente nei chicchi di caffè, ma anche nelle foglie di tè e nella polvere di cacao

Caffeina, enzima tirosinasi e melatonina

Per comprendere che tipo di studio è stato condotto, partiamo dalle parole del dr. Francesco Facchiano, coordinatore dello studio effettuato presso il Dipartimento di Oncologia e Medicina Molecolare dell’ISS, che ha così commentato i risultati:

“Utilizzando approcci in silico e in vitro, abbiamo identificato una proteina che probabilmente gioca un ruolo fondamentale in questa azione benefica della caffeina, cioè l’enzima tirosinasi che, come è noto, ha una funzione chiave nella sintesi della melanina e che svolgerebbe sia un’azione protettiva contro gli effetti del danno generato dai raggi UV, sia un’importante funzione di immunomodulazione. Infatti la melanina prodotta da cellule di melanoma umano esposte alla caffeina è risultata significativamente aumentata.”  

Cosa vuol dire? 

Semplificando al massimo, la tirosinasi è un enzima che si occupa della sintesi della melanina, che ha a sua volta il ruolo di proteggere la pelle dai danni causati dall’esposizione ai raggi UV del sole

Secondo gli esperimenti eseguiti durante lo studio, l’assunzione di caffeina attiva l’enzima tirosinasi, aumentando la produzione di melatonina e riducendo l’infiammazione, proteggendo, di conseguenza, dal rischio di sviluppare un melanoma, ovvero un cancro della pelle. 

Conclusioni

Le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coinvolti negli studi sono davvero molto stimolanti e interessanti. 

Come riportato dall’ISS, queste scoperte:

“potrebbero aprire nuove prospettive nell’ambito della terapia differenziativa, finalizzata a far differenziare le cellule per colpire solo quelle tumorali, evitando la comparsa di recidive dopo il trattamento chemioterapico. Terapia che per tumori maligni come il melanoma cutaneo è considerata un promettente campo di studio.”