Polisonnografia: cos’è, come funziona, a cosa serve

by | Sep 27, 2021 | Sanità Integrativa | 0 comments

Dormire accanto ad una persona che russa non è mai piacevole, in alcuni casi è addirittura impossibile, ma il russamento potrebbe essere il sintomo di un problema di salute.

In effetti, se la tendenza a russare si accompagna a sonnolenza diurna e ad una sensazione di sonno non riposante, potrebbe essere un campanello d’allarme per condizioni molto serie, come la Sindrome delle Apnee Ostruttive nel sonno (OSAS) o altri disturbi del sonno

In questi casi, è opportuno eseguire una serie di esami di controllo, tra cui la cosiddetta polisonnografia

Vediamo insieme cos’è, come funziona, a cosa serve e come si esegue una polisonnografia

Cos’è la polisonnografia

La polisonnografia è un test completo utilizzato per diagnosticare i disturbi del sonno

Come suggerisce il nome, si tratta di un esame che consente di registrare una serie di parametri durante il sonno, tra cui le onde cerebrali, il livello di ossigeno nel sangue, la frequenza cardiaca e la respirazione, nonché i movimenti degli occhi e delle gambe.

Oltre ad aiutare a diagnosticare i disturbi del sonno, la polisonnografia può essere utilizzata per avviare o modificare il piano di trattamento di un disturbo del sonno già diagnosticato.

Questo esame può essere eseguito presso ospedali o centri specializzati, oppure a casa, utilizzando un dispositivo portatile, da indossare durante la notte, un po’ come accade con un holter pressorio.

Vediamo come si esegue. 

Le fasi del sonno

Abbiamo visto che con la polisonnografia si monitorano le fasi e i cicli del sonno, al fine di identificare se, quando e perché gli schemi di sonno vengono interrotti.

Di conseguenza, va eseguito durante il sonno, indossandolo per poi coricarsi. 

Com’è facile intuire, questo esame richiede un tempo alquanto lungo per essere eseguito, perché è necessario registrare una certa quantità di dati nel corso delle varie fasi del sonno

  • Il normale processo di addormentamento inizia con una fase chiamata sonno con movimento oculare non rapido (Non-REM o NREM). Durante questa fase, le onde cerebrali rallentano notevolmente, e gli occhi non si muovono avanti e indietro rapidamente, come suggerisce il nome stesso;
  • dopo un’ora o due di sonno NREM, l’attività cerebrale riprende e inizia il sonno REM (Rapid Eye Movement). La maggior parte dei sogni si verifica durante questa fase.

Normalmente, si attraversano più cicli durante la notte, passando dal NREM al REM in circa 90 minuti

I disturbi possono condizionare questo processo.

Come funziona la polisonnografia

La polisonnografia è un esame non invasivo e indolore. L’effetto collaterale più comune è l’irritazione della pelle causata dall’adesivo utilizzato per attaccare i sensori di prova alla pelle. 

Nelle ore che precedono il test è consigliato non bere alcolici o prodotti a base di caffeina, evitare il sonnellino pomeridiano, fare un bagno o una doccia e non applicare creme o lozioni di vario tipo, trucco o profumi

Come accennato, la polisonnografia può essere eseguita presso un centro specializzato o a domicilio

Polisonnografia in un centro specializzato

Nel primo caso, dovrai passare la notte lì, portando con te l’essenziale per dormire e per l’igiene personale. Sembrerebbe quasi di pernottare in una camera d’albergo, se non fosse per la presenza di elettrodi e sensori applicati sul corpo, più precisamente sul cuoio capelluto, sulle tempie, sul petto e sulle gambe.

Mentre dormi, il tecnico andrà a registrare i seguenti dati

  • onde cerebrali;
  • movimenti oculari;
  • frequenza cardiaca;
  • modello di respirazione;
  • livello di ossigeno nel sangue;
  • posizione del corpo;
  • movimento del torace e dell’addome;
  • movimento degli arti;
  • russamento e altri rumori.

In alcuni casi, in particolare quando si ipotizza una apnea notturna, si collega al paziente anche una cannula nasale o una maschera facciale attraverso la quale viene rilasciata una piccola quantità di ossigeno per migliorare la respirazione.

Polisonnografia a domicilio

Se esegui il test a domicilio, invece, dovrai ritirare l’attrezzatura e attenerti alle indicazioni del medico, seguendo le tue normali abitudini relative all’addormentamento. 

Prima di andare a dormire, quindi, devi indossare il polisonnigrafo, che solitamente è composto da un dispositivo collegato a una serie di sensori: 

  • una cannula nasale o maschera facciale per rilevare il flusso respiratorio; 
  • una fascia elastica toracica per rilevare i movimenti respiratori del torace;
  • una fascia elastica addominale per rilevare i movimenti respiratori dell’addome; 
  • una fascia elastica intorno al polso;
  • un saturimetro collegato all’ultima falange di un dito della mano; 
  • un sensore di posizione, con il quale registrare i movimenti durante il sonno.   

Il mattino seguente, al risveglio, è possibile rimuovere i sensori collegati al corpo e completare l’esame, consegnare il dispositivo al medico o al tecnico e attendere l’analisi dei dati rilevati. 

Quando eseguire una polisonnografia

Nella parte introduttiva dell’articolo abbiamo fatto menzione ad una delle più diffuse condizioni che portano a sottoporsi ad una polisonnografia, ma questo esame può essere prescritto o raccomandato per diagnosticare vari disturbi del sonno

I principali sono i seguenti: 

  • apnea notturna o un altro disturbo respiratorio correlato al sonno: la respirazione si interrompe e ricomincia ripetutamente durante il sonno;
  • disturbo del movimento periodico degli arti: si tende a muovere involontariamente le gambe durante il sonno. Questa condizione è talvolta associata alla cosiddetta sindrome delle gambe senza riposo;
  • narcolessia, caratterizzata da una sonnolenza diurna travolgente e da improvvisi attacchi di sonno;
  • disturbo del comportamento del sonno REM, che comporta la recitazione dei sogni mentre dormi;
  • comportamenti insoliti durante il sonno: il medico può eseguire questo test se si svolgono attività insolite durante il sonno, come camminare o muoversi molto.
  • insonnia cronica inspiegabile: se si sperimentano costantemente problemi ad addormentarsi o a rimanere addormentati, il medico può raccomandare la polisonnografia.

Laddove il medico dovesse individuare, tramite questo esame, la sussistenza di una condizione patologica da trattare, valuterà come procedere, eventualmente segnalando un medico specializzato nei disturbi del sonno.

ATTENZIONE:
Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportati sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.

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