Mammografia: quando farla e perché

by | Jun 15, 2021 | Sanità Integrativa | 0 comments

Prima di spiegare in cosa consiste la mammografia, è importante ricordare che in Italia la prevenzione secondaria dei tumori prevede programmi nazionali di screening per i tumori alla mammella, della cervice uterina e del colon-retto

Come si legge nel rapporto AIRTUM “I numeri del cancro in Italia 2020” tra le donne il cancro della mammella continua ad essere la neoplasia più frequente, con 54.976 nuove diagnosi stimate per il 2020, pari al 30,3% di tutti i tumori femminili

Il tumore alla mammella ha rappresentato la prima causa di morte per tumore nelle donne, con 13.076 decessi nel 2018.

Inoltre, nella popolazione femminile il tumore del seno rappresenta la neoplasia più frequente in tutte le classi di età, sebbene con percentuali diverse (41% nelle giovani vs 22% nelle anziane).

Anche nella popolazione totale il carcinoma mammario è il più frequentemente diagnosticato, seguito dal carcinoma del colon-retto, polmone, prostata e vescica.

Insomma, quando si parla di tumore al seno si fa riferimento ad un problema sanitario molto importante ed estremamente diffuso

Lo screening del cancro della mammella passa anche attraverso la mammografia. Vediamo, quindi, cos’è, come si esegue, quando farla e perché è così importante

Cos’è la mammografia

La mammografia è una radiografia del seno, in grado di mostrare la struttura delle mammelle e di rilevare lesioni tumorali, anche piccole. 

Come accennato prima, questo esame viene impiegato per la diagnosi precoce del cancro e di altre malattie del seno, sia come strumento diagnostico che di screening. 

Secondo i dati Passi dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia il 74% delle donne fra i 50 e i 69 anni si sottopone a scopo preventivo allo screening mammografico, all’interno di programmi organizzati o per iniziativa personale. 

La prevenzione del tumore della mammella avviene per lo più nell’ambito di programmi organizzati dalle Asl, che arruolano circa il 55% della popolazione target femminile. 

Una restante quota di donne (19%) che si sottopone a una mammografia preventiva nei tempi raccomandati, lo fa al di fuori dei programmi organizzati.

Il Fondo FASDA provvede al pagamento delle spese per numerose prestazioni extraospedaliere, tra cui proprio la mammografia o mammografia digitale

Come si esegue la mammografia

Abbiamo detto che la mammografia è una radiografia. Nel dettaglio, durante questo esame il seno di una paziente viene posizionato su una piastra di supporto piatta e compresso con una piastra parallela chiamata paddle. 

Tramite una macchina a raggi X si eseguono le scansioni, producendo delle immagini chiamate, appunto, mammografie.

Su una mammografia su pellicola, i tessuti a bassa densità, come il grasso, appaiono traslucidi – cioè sfumature di grigio più scure che si avvicinano allo sfondo nero – mentre le aree di tessuto denso, come il tessuto connettivo e ghiandolare o i tumori, appaiono più bianche su uno sfondo grigio. 

In una mammografia standard, vengono eseguite sia una vista dall’alto che una laterale di ciascun seno, sebbene possano essere prese ulteriori visualizzazioni se il medico è preoccupato per un’area sospetta del seno.

Perché si deve comprimere il seno durante la mammografia?

Molto spesso ci si chiede come mai il seno debba essere compresso durante la mammografia, provocando un certo fastidio o un po’ di dolore alle pazienti. 

La risposta è la seguente: la compressione mantiene il seno in posizione precisa, per ridurre al minimo la sfocatura dell’immagine a raggi X che può essere causata dal movimento del paziente. 

Inoltre, la compressione uniforma la forma del seno in modo che i raggi X possano viaggiare attraverso un percorso più breve per raggiungere il rilevatore. Ciò riduce la dose di radiazioni e migliora la qualità dell’immagine radiografica

Infine, la compressione consente di visualizzare tutti i tessuti su un unico piano in modo che le piccole anomalie abbiano meno probabilità di essere oscurate dal tessuto mammario sovrastante.

Perché e quando eseguire la mammografia

Come accennato, la mammografia è un esame previsto dai programmi di screening organizzati dal Ministero della Salute ed erogato tramite le ASL locali. 

Lo screening per la diagnosi precoce del tumore mammario si rivolge alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni – in alcune Regioni si sta sperimentando l’efficacia in una fascia di età più ampia, quella compresa tra i 45 e i 74 anni – e va ripetuta ogni 2 anni

Secondo i dati disponibili, questo tipo di screening consente di ridurre del 40% la mortalità per questa malattia.

Queste linee guida riguardano le donne che non hanno sintomi o non presentano particolari fattori di rischio che sono invitate a sottoporsi ad una mammografia a scopo preventivo. 

È evidente che, laddove dovessero esserci sintomi sospetti o un profilo di rischio particolarmente elevato – ad esempio una mutazione nei geni BRCA1 e BRCA2 – sarà il medico curante a prescrivere una mammografia o altri esami a scopo diagnostico

ATTENZIONE:
Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportati sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.

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