In questi ultimi mesi sono state presentate numerose evidenze del fatto che i tassi di letalità più elevati connessi al COVID-19 riguardano soggetti con almeno una patologia cronica pregressa. 

Con patologia cronica si intendono quelle malattie non trasmissibili, che tendono ad accompagnare il paziente per tutta la vita. Rientrano in questa categoria, ad esempio, il diabete, l’ipertensione, cardiopatie varie. 

La cronicità delle patologie rappresenta, in effetti, un problema ben noto agli operatori del settore sanitario (e non solo) e tutti i dati e le proiezioni non fanno che confermare un peggioramento della situazione nazionale nei prossimi decenni, a causa soprattutto dell’invecchiamento della popolazione. 

Per meglio comprendere questo fenomeno, l’Istituto Superiore di Sanità ha prodotto un documento contenente i dati delle patologie croniche in Italia.

Approfondiamo insieme. 

I dati PASSI e PASSI d’Argento

L’ISS ha coordinato due sistemi di sorveglianza nazionale, deputati all’analisi della popolazione: 

  1. PASSI, un sistema dedicato alla popolazione di età compresa tra i 18 e i 69 anni;
  2. PASSI d’Argento, sistema dedicato, invece, agli over 65.

I due sistemi di sorveglianza monitorano un campione rappresentativo della popolazione italiana, composto da 30 mila adulti nel quadriennio 2015-2018 (PASSI) e da 40 mila anziani nel triennio 2016-2018 (PASSI d’Argento).

Attraverso la raccolta di dati e informazioni sullo stato di salute di adulti e anziani, sui fattori di rischio, sui programmi di prevenzione e sui comportamenti assunti (fumo, alcol, sovrappeso e obesità, sedentarietà), è possibile analizzare meglio quanto accaduto a causa del COVID-19

In effetti, mettendo a confronto i dati sui contagi e sulla mortalità con quelli relativi alla cronicità dei pazienti, si possono fare stime più precise sui reali effetti dell’epidemia sulla popolazione italiana.  

Cosa è emerso dallo studio

Dai dati raccolti e analizzati dall’ISS e inseriti all’interno del documento, è emersa una situazione alquanto preoccupante

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La dimensione della cronicità e della policronicità raggiunge numeri importanti con l’avanzare dell’età: tra i 65 e i 75 anni il 50% della popolazione convive con almeno una patologia cronica

Per gli over 85 la percentuale arriva al 75%, di cui più della metà convive con almeno due o più patologie croniche.

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L’ipertensione arteriosa poco frequente prima dei 40 anni (colpisce circa il 10% della popolazione), diventa invece molto diffusa all’aumentare dell’età del soggetto, raggiungendo una percentuale del 65% intorno agli 80 anni

Anche se può presentarsi in assenza di patologie cardiache, l’ipertensione arteriosa tende a essere molto diffusa nei soggetti affetti già da una o più malattie croniche, come il diabete. 

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Infatti, dopo i 65 anni l’ipertensione colpisce il 51% delle persone senza patologie croniche, il 64% delle persone con una patologia cronica e il 76% delle persone con policronicità.

Infine, i dati mostrano differenze di genere rilevanti e statisticamente significative, a favore delle donne

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Qual è lo scenario in cui si è diffuso il COVID-19

Come accennato prima, questi dati sono essenziali per contestualizzare e analizzare in modo più preciso i tassi di letalità e di mortalità connessi alla diffusione del COVID-19 che, lo ripetiamo, risultano più elevati in soggetti con almeno una patologia cronica pregressa. 

Lo scenario in cui si è diffuso il virus è quello descritto prima, ovvero di un Paese con un’età media elevata, in cui su 51 milioni di persone adulte (quindi over 18) circa 14 milioni sono affetti da almeno una patologia cronica, di cui 8,6 milioni over 65

Questa situazione è preoccupante e non solo se connessa ai rischi di un’epidemia come quella che ci ha colpiti in questo 2020, ma in generale. 

Una popolazione che invecchia sempre più e che presenta almeno una patologia cronica, necessita di cure mediche costanti e in misura sempre maggiore con il passare degli anni. 

Lo sviluppo della medicina territoriale, con la diffusione della figura dell’infermiere di comunità, risulta essenziale oggi più che mai.