La miopia è un vizio di rifrazione che rende sfocata la visione degli oggetti lontani, colpendo circa 15 milioni di persone in Italia. Questa condizione richiede un monitoraggio costante: se supera le 6 diottrie (miopia elevata), aumenta infatti il rischio di complicanze gravi come glaucoma o distacco della retina. La correzione tramite lenti graduate rimane lo strumento principale di gestione del difetto. Il Fondo FASDA sostiene gli iscritti garantendo un rimborso fino a € 150,00 per l’acquisto di occhiali o lenti a contatto, a fronte di una variazione documentata del visus o del primo acquisto dell’ausilio visivo.
Secondo quanto riportato dalla IAPB – la sezione italiana dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità – nella pagina dedicata alla miopia, in Italia sono circa 15 milioni le persone ad essere affette da questo difetto visivo.
Come vedi, abbiamo usato l’espressione “difetto visivo” e non malattia, perché la miopia non è una patologia, ma un difetto, appunto, che può colpire i nostri occhi.
Si tratta di una condizione molto diffusa, in particolare in Asia, dove si raggiungono percentuali altissime, pari a circa l’80-90% della popolazione, mentre in occidente ci si attesta intorno al 30%.
Ma cos’è la miopia, in cosa consiste, come si diagnostica e come si affronta?
Scopriamolo insieme.
Indice dei contenuti
- Cos’è la miopia
- Miopia e diottrie: la nuova classificazione IMI
- Quali sono le cause della miopia
- Quando si evidenzia il difetto?
- Come avviene la diagnosi: i controlli necessari
- Monitoraggio e rischi della miopia elevata
- Cosa fare in caso di miopia
- Si può prevenire la miopia?
- La correzione della miopia e il supporto del Fondo FASDA
- Le opzioni correttive
- Come ottenere il rimborso FASDA
- Domande Frequenti (FAQ)
Cos’è la miopia
Come accennato, la miopia è un difetto visivo molto diffuso, sicuramente il più diffuso al mondo e consiste essenzialmente nella visione sfocata di ciò che si trova lontano dal nostro sguardo.
Rientra nei cosiddetti vizi di refrazione, categoria alla quale appartengono anche l’ipermetropia e l’astigmatismo.
Cosa vuol dire?
In un soggetto sano (emmetrope), la luce incontra la retina, che ha il compito di mettere a fuoco l’immagine da restituire poi al nostro cervello. Nei soggetti affetti da miopia, invece, questa luce non viene messa a fuoco in modo corretto, creando un’immagine sfocata, limitatamente a quelle poste a una certa distanza dallo stesso.
Infatti, chi è miope non ha nessun problema a vedere da vicino o fino a una certa distanza, ma incontra difficoltà più o meno marcate quando il punto da mettere a fuoco è più lontano.
Una curiosità sulla miopia riguarda l’etimologia del suo nome, che deriva dal termine greco “myo”, in italiano “chiudere”, ad indicare l’atteggiamento dei soggetti miopi di strizzare gli occhi per provare a mettere a fuoco l’immagine lontana.
Miopia e diottrie: la nuova classificazione IMI
Sebbene nel linguaggio comune si faccia spesso riferimento ai “gradi”, l’entità della miopia si misura correttamente in diottrie, che indicano il potere correttivo della lente necessario per riportare l’immagine a fuoco sulla retina.
Secondo i protocolli dell’International Myopia Institute (IMI), adottati dalla comunità scientifica globale nel 2026, la miopia viene oggi classificata in base a soglie cliniche rigorose:
- Miopia: si definisce tale un difetto visivo pari o superiore a -0,50 diottrie.
- Miopia elevata: si raggiunge quando il difetto è uguale o superiore a -6,00 diottrie. Questa distinzione è cruciale perché, oltre tale soglia, l’occhio subisce cambiamenti strutturali che aumentano il rischio di complicanze mediche.
- Miopia patologica: una forma estrema in cui l’allungamento del bulbo oculare causa danni degenerativi alla retina, alla coroide o al nervo ottico.
L’uso di una classificazione standardizzata permette ai medici oculisti di definire protocolli di monitoraggio più precisi. È bene ricordare che nella prescrizione medica le diottrie per la miopia sono sempre precedute dal segno meno (-), a indicare la necessità di una lente divergente. Una diagnosi che attesti una variazione di questi valori è, inoltre, il presupposto necessario per richiedere le agevolazioni previste dal Piano Sanitario per l’acquisto di nuovi ausili visivi.
Quali sono le cause della miopia
Abbiamo rimarcato, all’inizio del nostro articolo, che la miopia non è una malattia, ma una condizione, un difetto visivo.
La IAPB elenca tre ragioni principali della miopia:
- bulbo oculare più lungo del normale: è la causa più comune;
- curvatura della cornea o del cristallino maggiore della norma;
- eccessivo potere refrattivo del cristallino (la lente all’interno dell’occhio è troppo “potente”).
Questi sono dei difetti, se vogliamo, “meccanici”, che riguardano quindi un problema della struttura dei nostri occhi.
Volendo andare a monte e individuare le cause originarie di queste condizioni, possiamo dire che la miopia ha principalmente una natura genetica – al momento sono stati individuati 161 geni coinvolti in varia misura nel difetto rifrattivo.
Detto ciò, bisogna sottolineare che numerosi studi hanno evidenziato il ruolo dello stile di vita, in particolare dei bambini, nello sviluppo di questo difetto.
Infatti, secondo questi studi, è stata messa in evidenza una correlazione tra una scarsa esposizione alla luce del sole – quindi con eccessiva esposizione alla luce artificiale – e la comparsa della miopia in età scolare.
Insomma, i bambini che vivono in ambienti chiusi, intenti a svolgere attività da vicino esposti a luci artificiali, sono più soggetti a sviluppare questo difetto visivo.
Quando si evidenzia il difetto?
La miopia si evidenzia in particolare in età scolare, quasi sempre durante una visita di controllo o in seguito alla manifestazione di alcuni sintomi da parte del bambino – difficoltà a leggere da lontano alla lavagna, ad esempio, mal di testa, ecc… – notate dai genitori o dagli insegnanti.
Il difetto tende a raggiungere una certa stabilità intorno ai 20-25 anni, al netto di altri problemi subentrati in un secondo momento.
Nonostante sia un problema riscontrabile già in tenera età, la miopia può manifestarsi in qualsiasi momento della vita di un uomo, magari a causa di altre condizioni di salute.
Come avviene la diagnosi: i controlli necessari
Per identificare con precisione la miopia e valutarne l’andamento, non è sufficiente un semplice test della vista per la lettura dei caratteri (gli “ottotipi”). Secondo quanto indicato sul portale ISS Salute, la diagnosi deve essere formulata dal medico oculista attraverso una serie di esami specifici:
- Autorefrattometria: un esame computerizzato rapido che fornisce una prima valutazione oggettiva del difetto di rifrazione.
- Esame del fondo oculare: fondamentale, specialmente in caso di miopia elevata, per controllare l’integrità della retina e del nervo ottico, che in un occhio miope risultano più tesi e sottili.
- Esame in cicloplegia: consiste nell’instillazione di gocce oculari che bloccano temporaneamente il muscolo ciliare. È una procedura essenziale nei bambini e negli adolescenti per distinguere la “falsa miopia” (dovuta a un eccesso di accomodazione per lo studio o l’uso di schermi) dalla miopia reale.
Effettuare una diagnosi completa permette non solo di scegliere la lente corretta, ma anche di escludere la presenza di complicanze che potrebbero compromettere la salute oculare a lungo termine.
Monitoraggio e rischi della miopia elevata
Il monitoraggio costante della miopia non risponde solo a un’esigenza visiva, ma rappresenta una misura di prevenzione fondamentale per preservare l’integrità delle strutture oculari nel tempo.
Come evidenziato dall’Associazione Pazienti Malattie Oculari (APMO), i soggetti colpiti da miopia elevata presentano un rischio sensibilmente maggiore di sviluppare complicanze gravi.
L’allungamento eccessivo del bulbo oculare, infatti, sottopone i tessuti interni a una trazione meccanica che può causarne l’assottigliamento e la degenerazione.
La mancata correzione o il mancato controllo del difetto possono favorire l’insorgenza di:
- distacco della retina: una condizione d’urgenza causata dalla fragilità dei tessuti retinici periferici, tipica degli occhi miopi;
- glaucoma: l’aumento della pressione intraoculare, che nei soggetti miopi può danneggiare il nervo ottico in modo asintomatico;
- maculopatia miopica: una progressiva alterazione della parte centrale della retina che compromette la visione dei dettagli e la lettura;
- cataratta precoce: l’opacizzazione del cristallino che, nei soggetti con difetti refrattivi elevati, tende a manifestarsi con diversi anni di anticipo rispetto alla media.
Cosa fare in caso di miopia
Se il medico oculista ha individuato la presenza di una miopia, il primo step è prescrivere degli occhiali da vista adeguati alle proprie esigenze specifiche.
In alternativa, si può optare per le lenti a contatto, generalmente consigliate però solo dopo l’adolescenza, perché soprattutto durante l’adolescenza si può andare incontro a un maggiore rischio di sensibilizzazione al materiale delle lenti a contatto.
Infine, se le condizioni lo consentono, si può procedere a una correzione tramite chirurgia refrattiva. In questo caso, le opzioni sono essenzialmente due:
- l’operazione laser agli occhi;
- l’impianto di una lente all’interno dell’occhio.
Si tratta di due opzioni decisamente più complesse, da valutare con il proprio oculista di fiducia.
Si può prevenire la miopia?
Abbiamo detto che la miopia non è una malattia, ma un difetto strutturale dell’occhio. Abbiamo anche specificato che le cause principali sono di natura genetica, quindi in teoria non ci sarebbe molto da fare per prevenire la miopia.
Detto questo, numerosi studi hanno stabilito che è possibile prevenire la miopia intervenendo sullo stile di vita.
Secondo questo studio della Università di Cambridge, per ogni ora in più trascorsa fuori casa settimanalmente la probabilità di essere colpiti dal comune vizio refrattivo si ridurrebbe di circa il 2%.
Quindi, in tenera età è consigliato far trascorrere ai bambini del tempo all’aria aperta, esponendoli quindi alla luce del sole, per prevenire la miopia, o contribuire a ridurre il rischio.
La correzione della miopia e il supporto del Fondo FASDA
Una volta diagnosticata la miopia, la correzione del difetto è un passaggio fondamentale non solo per il benessere individuale, ma per garantire la massima sicurezza nello svolgimento delle attività quotidiane e professionali.
Una visione nitida riduce l’affaticamento visivo e garantisce tempi di reazione ottimali, requisiti indispensabili per chi opera nel settore dei servizi ambientali e cimiteriali.
Le opzioni correttive
La scelta dello strumento più idoneo deve essere concordata con il medico oculista, valutando lo stile di vita e le necessità del lavoratore:
- Occhiali da vista: rimangono la soluzione più diffusa. Si consiglia l’uso di lenti con trattamenti antiriflesso e antigraffio per proteggere la visione durante i turni all’aperto o in condizioni di scarsa luminosità;
- Lenti a contatto: offrono una visione periferica più ampia, ma richiedono una rigorosa igiene, specialmente in ambienti di lavoro polverosi. Si raccomanda cautela nell’uso prolungato durante l’adolescenza per evitare fenomeni di sensibilizzazione.
- Chirurgia refrattiva: qualora i parametri clinici lo consentano, è possibile valutare interventi laser o l’impianto di lenti intraoculari per una correzione permanente del difetto.
Come ottenere il rimborso FASDA
Il Fondo FASDA prevede una specifica tutela economica per l’acquisto di ausili visivi.
L’iscritto può richiedere un rimborso fino a € 150,00 per persona per l’acquisto di lenti graduate e montature.
Per approfondire questa prestazione, si raccomanda la lettura della nostra guida Rimborso lenti e occhiali: come ottenere il contributo di 150€ dal Fondo FASDA.
Domande Frequenti (FAQ)
La miopia è un vizio di rifrazione causato solitamente da un bulbo oculare troppo lungo o da una cornea eccessivamente curva, fattori che impediscono alla luce di focalizzarsi sulla retina. Secondo i protocolli dell’International Myopia Institute (IMI), si definisce miopia un difetto pari o superiore a -0,50 diottrie. Si parla di miopia elevata quando il difetto raggiunge o supera le -6,00 diottrie, soglia oltre la quale aumentano i rischi di complicanze strutturali per l’occhio.
Una miopia elevata comporta una trazione costante sui tessuti interni dell’occhio. Se non vengono effettuati controlli regolari del fondo oculare, questa condizione può favorire l’insorgenza di patologie gravi come il distacco della retina, il glaucoma (aumento della pressione intraoculare) o la maculopatia miopica. La diagnosi precoce è fondamentale per intervenire con trattamenti preventivi ed evitare la perdita della capacità visiva.
Sebbene la componente genetica sia rilevante, è possibile intervenire sui fattori ambientali. Si consiglia di trascorrere più tempo all’aria aperta, poiché la luce naturale contribuisce a regolare la crescita del bulbo oculare. Per gli adulti che lavorano su schermi o in ambienti chiusi, si raccomanda la regola del 20-20-20: ogni 20 minuti di attività da vicino, è necessario osservare un oggetto a 6 metri di distanza per almeno 20 secondi, per rilassare la muscolatura oculare.
Per usufruire del rimborso fino a € 150,00 previsto per l’anno 2026, l’iscritto deve presentare la richiesta di rimborso direttamente sul sito www.Unisalute.it accedendo alla propria area riservata o sull’App Unisalute. I documenti necessari sono la prescrizione del medico oculista o la certificazione dell’ottico optometrista che attesti esplicitamente una variazione del visus o riporti la dicitura “acquisto primo occhiale” e la fattura dettagliata.
Sì. Il Piano Sanitario FASDA prevede un minimo non indennizzabile di € 50,00 per ogni fattura relativa all’acquisto di occhiali (lenti graduate e montatura). Nel caso delle lenti a contatto, il minimo di € 50,00 si applica per persona al totale delle ricevute presentate in un’unica soluzione durante l’annualità associativa.

