Quando si effettua una visita oculistica, che sia di semplice routine o in seguito a un sopraggiunto difetto visivo, si può andare un po’ in confusione quando il medico ci parla di diottrie e decimi

In effetti, è facile intuire che entrambi i valori indicano lo stato di salute della nostra vista, ma non sempre è chiaro cosa si misura in diottrie e cosa in decimi. 

La nostra vista è molto complessa, ed è influenzata da elementi esterni, come i fattori ambientali (ad esempio la luce) e da fattori organici e fisiologici, di natura oculare e neurologica. 

In entrambi i casi, giocano un ruolo essenziale le diottrie. 

Vediamo insieme in cosa consistono le diottrie, cosa misurano e in cosa differiscono dai decimi. 

Cosa sono le diottrie

L’occhio è definito come un sistema diottrico, ovvero un sistema formato da un insieme di lenti convergenti con indici di rifrazione differenti, che hanno lo scopo di portare i raggi luminosi a fuoco sulla retina. 

È quella che si chiama refrazione.

I mezzi diottrici che consentono questo processo sono i seguenti: 

  • cornea;
  • umor acqueo;
  • cristallino;
  • corpo Vitreo. 

Cosa vuol dire? 

La luce, dopo aver attraversato cornea, pupilla, cristallino e corpo vitreo, viene messa a fuoco dalla retina, stimolando i cosiddetti “fotorecettori”, cellule che a loro volta trasmettono lo stimolo ad altre cellule il cui prolungamento forma il nervo ottico. 

In questo modo, quello che inizialmente è solo uno stimolo luminoso viene convertito in uno stimolo visivo da inviare al cervello, il quale andrà poi a decifrarlo formando le immagini. 

Cosa misurano le diottrie

Quindi, con diottria si indica l’unità di misura del potere di una lente, nel caso specifico della lente presente nel nostro occhio.

Quando il nostro diottro oculare non riesce a far prendere la luce e convergerla verso la retina in modo corretto, si ottiene una visione sfuocata, dando vita ai cosiddetti vizi di refrazione (miopia, ipermetropia e astigmatismo). 

In poche parole, quando non riusciamo a leggere i caratteri più piccoli presenti sulla tabella dell’oculista, vuol dire che abbiamo un vizio di refrazione, perciò problemi di diottrie. 

Quindi, cosa misurano le diottrie? 

La diottria esprime la potenza della lente della quale il paziente ha bisogno per compensare la sua deficienza visiva e raggiungere il miglior risultato possibile. 

La lente può avere un valore positivo (+) o negativo (-), a seconda della correzione da apportare. Se si tratta di una diottria +, vuol dire che ci troviamo di fronte a un caso di ipermetropia (si vede sfocato da vicino). Se, invece, viene prescritta una lente con diottria –, ci troviamo di fronte a una diagnosi di miopia

Tutto questo non coincide con i decimi. Vediamo perché. 

Cosa sono i decimi

Il termine decimi ci è un po’ più familiare, anche se non tutti sarebbero in grado di darne una definizione chiara. 

Abbiamo detto che le diottrie esprimono la capacità del nostro occhio di far convergere la luce verso la retina in modo da mettere a fuoco le immagini, e quando questo processo non avviene in modo ottimale si soffre di un difetto visivo. 

Abbiamo anche detto che con il termine diottria si indica il valore, positivo o negativo, della lente di cui abbiamo bisogno per correggere il difetto visivo diagnosticato. 

In alcuni casi, si può correggere effettuando un intervento di laser agli occhi

Bene, una volta stabilito questo, si può passare a parlare dei decimi

Questi ultimi non sono altro che l’unità di misura con la quale si esprime l’acutezza visiva (il cosiddetto “visus”), ovvero la potenza della nostra vista

Cosa misurano i decimi

Mentre le diottrie ci dicono se siamo ipermetropi o miopi, ad esempio, e che tipo di lenti utilizzare, i decimi indicano di quanto dobbiamo intervenire per raggiungere l’acutezza visiva ottimale. 

Per convenzione, i decimi si misurano in 10/10, quando ovviamente riusciamo a leggere tutte le righe del tabellone dell’oculista, chiamato ottotipo. 

Se non riusciamo a leggere alcune righe, si sottraggono dei decimi da questa frazione

Se abbiamo una vista di dieci decimi significa, quindi, che riusciamo a leggere tutte e dieci le righe del tabellone, 2/10 leggere solo le prime due, 3/10 leggere le prime 3 righe, e così via. 

Conclusioni

Volendo trovare una sintesi di tutto quello di cui abbiamo parlato fino a ora, potremmo dire che: 

  • le diottrie indicano la capacità del nostro occhio di mettere a fuoco le immagini;
  • in caso di difetto di refrazione – ovvero se non mettiamo bene a fuoco – vuol dire che abbiamo bisogno di occhiali correttivi;
  • gli occhiali correttivi vengono prescritti dall’oculista stabilendo il tipo di diottrie di cui abbiamo bisogno;
  • le diottrie delle lenti ci consentono, infine, di raggiungere i dieci decimi, ovvero una vista ottimale, o, in alcuni casi, di avvicinarsi a quel valore il più possibile. 

Concludendo, nel prescrivere degli occhiali da vista il nostro oculista indicherà le diottrie, con valori negativi o positivi, ma non farà menzione ai decimi, che sono solo un’unità di misura della nostra potenza visiva.