La retinografia è un esame del fondo oculare tramite il quale è possibile analizzare lo stato di salute di vari elementi che compongono il nostro occhio.

Nello specifico, ci si riferisce a: 

  • corpo vitreo; 
  • retina; 
  • macula;
  • testa del nervo ottico.

Questo esame viene richiesto in particolar modo per pazienti diabetici, soggetti a retinopatia diabetica, una delle principali cause di perdita della vista nelle persone di età compresa tra 30 e 69 anni. 

L’aumento della diffusione del diabete mellito di tipo 2 e, la sua sempre maggiore comparsa in età precoce, rende la retinografia un esame di screening essenziale per prevenire gravi perdite visive

Si ritiene opportuno sottoporre a una retinografia anche i soggetti affetti da ipertensione arteriosa, i pazienti che hanno subito un trauma con possibile distacco della retina, in presenza di maculopatia – una patologia che colpisce, appunto, la macula – e altri disturbi visivi gravi

Retinopatia diabetica: il diabete e la cecità

Secondo la definizione fornita dalla Società Italiana di Diabetologia, con il termine retinopatia diabetica (RD) si indica:

“una complicanza del diabete che può condurre ad una compromissione visiva più o meno severa fino alla cecità a causa della maculopatia diabetica e le complicanze della RD proliferante come le emorragie retiniche, il distacco di retina trazionale ed il glaucoma neovascolare.”

I dati statistici relativi ai casi di retinopatia sono impressionanti. Si stima, infatti, che: 

  • circa il 4% dei pazienti con diabete di tipo I insorto prima dei 30, da un punto di vista legale viene considerato cieco. Nel 90% di questi casi la cecità è attribuibile alla retinopatia diabetica;
  • circa il 2% dei pazienti con diabete mellito di tipo II insorto dopo i 30 anni è considerato legalmente cieco. In 1/3 dei casi, la cecità è attribuibile ancora una volta alla retinopatia diabetica;
  • la retinopatia diabetica risulta essere la causa più frequente di nuovi casi di cecità negli adulti di età compresa tra 20 e 75 anni. 

Purtroppo, la retinopatia diabetica è una condizione in cui i sintomi spesso compaiono molto tardi, quando ormai le lesioni sono già in fase avanzata e le possibilità terapeutiche sono poche e poco efficaci.

Questo rende ancora più importanti i vari programmi di screening e i trattamenti precoci, che consentono di ridurre in maniera significativa le gravi complicanze visive. 

Lo screening viene effettuato attraverso alcuni esami, tra cui il principale è la retinografia. 

In cosa consiste la retinografia

La retinografia è un test diagnostico utilizzato dagli oftalmologi per ottenere un quadro dettagliato del fondo oculare e della retina.

Prevede la dilatazione della pupilla del paziente al fine di ottenere un quadro dettagliato delle parti più profonde dell’occhio.

Questo test ha lo scopo di studiare la circolazione sanguigna della retina e del nervo ottico e, consente di ottenere una fotografia a colori della parte interna dell’occhio per poterla osservare nel dettaglio.

Le immagini acquisite durante la retinografia consentono al medico di ottenere informazioni essenziali sulla salute dell’occhio del paziente. 

Come si svolge la retinografia

La retinografia è un esame effettuato senza ricorrere, necessariamente, all’anestesia, con paziente sveglio durante tutta la procedura. 

Il medico applica un collirio per dilatare la pupilla e procede all’esame, tramite l’impiego di uno strumento, chiamato retinografo

Si tratta di una macchina fotografica collegata ad un biomicroscopio, in grado di effettuare una fotografia a colori e di mettere in evidenza eventuali occlusioni venose o arteriose, possibili campanelli d’allarme di lesioni o patologie anche gravi.  

Le pupille resteranno dilatate per diverse ore, per questo motivo si consiglia al paziente di farsi accompagnare da una persona di fiducia, indossare occhiali da sole protettivi e non mettersi alla guida di un veicolo. 

Effetti collaterali della retinografia

Seppur si tratti di un esame blando e non invasivo, la retinografia comporta alcuni effetti collaterali, come: 

  • visione sfocata;
  • difficoltà a concentrarsi;
  • sensibilità alla luce.

Questi disagi possono durare anche qualche ora, è consigliabile quindi riposarsi e non sforzare la vista dopo aver effettuato l’esame.