Cosa si intende per sindrome metabolica

da | Dic 3, 2021 | Sanità Integrativa | 0 commenti

Diabete, ipertensione, insulino resistenza, obesità, sono tutte condizioni patologiche in grado di influenzare negativamente la qualità della vita di chi ne è affetto, aumentando il rischio di infarto e ictus, ancora di più se si presentano in contemporanea

In questi casi, si utilizza l’espressione sindrome metabolica, una sorta di ombrello sotto il quale si posizionano due o più delle succitate patologie. 

Si tratta, purtroppo, di una condizione sempre più diffusa nei Paesi sviluppati, in particolare in occidente, dove si stima colpisca circa il 40% della popolazione over 50. 

Ma approfondiamo insieme, e cerchiamo di capire cos’è la sindrome metabolica, quali sono i sintomi, le cause principali, i fattori di rischio, come diagnosticarla e come affrontarla in modo corretto.  

Cos’è la sindrome metabolica

Come accennato, la sindrome metabolica è un insieme di condizioni che si verificano insieme, aumentando il rischio di malattie cardiache, ictus e diabete di tipo 2

Ci riferiamo, nello specifico, alle seguenti condizioni:

  • aumento della pressione sanguigna; 
  • glicemia alta; 
  • grasso corporeo in eccesso intorno alla vita; 
  • livelli anormali di colesterolo o trigliceridi.

In presenza di una sola di queste condizioni non si parla, quindi, di sindrome metabolica, ma non vuol dire che si tratti di qualcosa da sottovalutare, perché il rischio di sviluppare malattie gravi decisamente è più alto. 

Com’è facile intuire, se una singola condizione tra quelle sopra elencate può incidere sulla tua salute, svilupparne più di una contemporaneamente aumenta ancora di più il rischio di complicanze.

Sintomi della sindrome metabolica

La maggior parte dei disturbi associati alla sindrome metabolica non presenta sintomi evidenti, soprattutto nelle fasi iniziali, se si esclude l’evidente aumento della circonferenza vita in caso di obesità. 

In presenza di glicemia alta, si possono notare alcuni sintomi tipici del diabete, come aumento della sete e della minzione, affaticamento e visione offuscata.

Essendo una condizione intrinsecamente subdola, si consiglia di sottoporsi a visite periodiche di controllo, soprattutto dopo i 50 anni

Cause principali della sindrome metabolica

Le cause principali della sindrome metabolica, e delle condizioni che rientrano in questa definizione, sono due

  • sovrappeso o obesità; 
  • inattività e sedentarietà.

Si tratta di due cause facilmente prevenibili e invertibili, cambiando stile di vita e seguendo un regime alimentare sano e adeguato.

A queste due cause principali va aggiunta una condizione chiamata insulino-resistenza – non a caso la sindrome metabolica è anche definita sindrome da insulino resistenza. 

Cosa vuol dire? In condizioni normali, il nostro apparato digerente scompone gli alimenti che mangiamo in zucchero. L’insulina, un ormone prodotto dal pancreas, aiuta lo zucchero a entrare nelle cellule per essere utilizzato come combustibile.

Nelle persone con insulino-resistenza, le cellule non rispondono normalmente all’insulina e il glucosio non può entrare facilmente nelle cellule. Di conseguenza, i livelli di zucchero nel sangue aumentano anche se il corpo produce sempre più insulina per cercare di abbassare il livello di zucchero nel sangue.

Fattori di rischio

Alcuni fattori aumentano il rischio di sviluppare le condizioni che rientrano in quella che chiamiamo sindrome metabolica. 

Quali sono questi fattori di rischio? Li elenchiamo di seguito: 

  • età: il rischio di sindrome metabolica aumenta con l’età;
  • etnia: anche se non sono note del tutto le ragioni, sembra che alcune etnie, in particolare gli ispanici, e in misura maggiore le donne ispaniche, siano a maggior rischio di sviluppare la sindrome metabolica;
  • obesità: portare troppo peso, specialmente nell’addome, aumenta il rischio di sindrome metabolica;
  • diabete: è più probabile sviluppare la sindrome metabolica se si è sofferto di diabete gestazionale o se si ha una storia familiare di diabete di tipo 2.

Come segnalato sul sito issalute.it, ai fattori di rischio appena elencati vanno aggiunte altre condizioni che sembrano svolgere un ruolo importante nella comparsa della sindrome metabolica:

  • fegato grasso (accumulo di trigliceridi e altri grassi nel fegato);
  • sindrome dell’ovaio policistico (tendenza alla produzione di cisti a livello delle ovaie);
  • calcoli biliari;
  • problemi respiratori durante il sonno (come l’apnea notturna).

Come viene diagnosticata? 

Come abbiamo avuto modo di spiegare prima, la maggior parte delle condizioni che compongono la sindrome metabolica non presenta segni o sintomi, anche se un girovita ampio rappresenta un segno visibile di sovrappeso o obesità, che è un fattore di rischio importante. 

Per giungere ad una diagnosi di sindrome metabolica si verifica la presenza di 3 o più delle seguenti condizioni:

  • obesità centrale o addominale, che viene misurata in base alla circonferenza della vita;
  • trigliceridi alti;
  • colesterolo HDL basso;
  • pressione sanguigna alta;
  • livelli di glucosio elevati a digiuno.

Ripetiamo che una singola di queste condizioni non è sufficiente a giungere ad una diagnosi di sindrome metabolica, che si configura solo quando c’è una loro compresenza.

Come si cura la sindrome metabolica? 

Molte delle condizioni che contribuiscono alla sindrome metabolica possono essere affrontate attraverso cambiamenti nello stile di vita come dieta, esercizio fisico e perdita di peso

Secondo la American Heart Association questi passaggi possono aiutare a gestire la sindrome metabolica e migliorare la salute generale del cuore:

  • adottare una dieta ricca di frutta, verdura, cereali integrali, pollame senza pelle, pesce, noci, carni magre e proteine vegetali, limitando gli alimenti trasformati, i grassi saturi e trans, la carne rossa, il sodio e gli zuccheri aggiunti;
  • fare almeno 150 minuti di attività fisica di intensità moderata a settimana. Può essere sufficiente, come punto di partenza, fare delle passeggiate all’aperto;
  • perdere peso;
  • tenere sotto controllo la glicemia, il colesterolo e la pressione sanguigna;
  • assumere gli eventuali farmaci prescritti dal proprio medico nel modo corretto.

In ogni caso, sarà il proprio medico a indicare il percorso più adatto, tenendo conto delle condizioni generali di salute del paziente. 

ATTENZIONE:
Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportati sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.

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